Torna alla home Il DNA antico rivela legami tra est e ovest nell’Europa glaciale Scienza

Il DNA antico rivela legami tra est e ovest nell’Europa glaciale

Pubblicato il 24 ottobre 2026 0 visualizzazioni

Un’équipe internazionale guidata dall’Università di Vienna ha trovato legami genetici fra gruppi dell’Europa orientale e occidentale di più di 30.000 anni fa. La ricerca, annunciata il 23 ottobre e pubblicata su Science Advances, è basata sul DNA di resti umani e sedimenti di grotte: così è possibile studiare i contatti fra comunità legate alla cultura gravettiana.

Questa cultura si diffuse in Europa fra circa 34.000 e 25.000 anni fa. L’archeologia suggeriva già contatti estesi, però i dati genetici precedenti indicavano gruppi orientali e occidentali relativamente stabili. Secondo l’équipe, lo scambio genetico a distanza è coesistito con la continuità regionale: la mobilità non esclude quindi la stabilità delle comunità.

Una donna vissuta circa 30.000 anni fa nella grotta di Isturitz, nel sudovest francese, aveva un’ascendenza soprattutto occidentale, più un apporto legato a popolazioni centrali e orientali. I modelli datano la mescolanza fra 32.500 e 31.500 anni fa. Per il primo autore Pere Gelabert, ciò mette in discussione l’isolamento genetico ipotizzato; un individuo già studiato a Ormesson mostrava una traccia simile.

Nel nord della Spagna, il DNA di Chufín sostiene la continuità dell’ascendenza occidentale per millenni. A El Mirón, in Cantabria, è stato recuperato DNA nucleare umano da sedimenti di 22.000 anni fa, senza ossa né denti umani. Secondo l’autore senior Ron Pinhasi, così è possibile collegare gli strati archeologici all’ascendenza degli abitanti. Ciò rafforza il ruolo dell’Iberia come rifugio glaciale.

Nell’Italia meridionale, il feto maschile Ostuni1b era probabilmente figlio della donna Ostuni1, già studiata. Il padre apparteneva verosimilmente alla stessa popolazione genetica, però i genitori non erano parenti stretti. Non è possibile ricavare da queste interpretazioni itinerari precisi. L’équipe combina ora DNA sedimentario e analisi proteiche: ciò potrà chiarire le prime espansioni umane e le interazioni con i carnivori dove è più rara la disponibilità di resti organici.

Fonti: University of Vienna (https://www.univie.ac.at/en/news/press-room/press-releases/detail/ancient-human-dna-reveals-hidden-connections-across-ice-age-europe); University of Vienna via idw (https://nachrichten.idw-online.de/2026/10/23/uralte-menschliche-dna-enthuellt-verborgene-verbindungen-im-europa-der-eiszeit); Gelabert et al., bioRxiv preprint (https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2025.09.26.678744v1); Phys.org (https://phys.org/news/2026-10-paleolithic-human-dna-reveals-east.html)

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