La presidenza brasiliana della COP30 ha pubblicato il 3 novembre una tabella di marcia globale perché i paesi possano ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, prima della COP31 ad Antalya, in Turchia. Secondo la presidenza, André Corrêa do Lago e la direttrice esecutiva Ana Toni l’hanno presentata nella città di Brasília con un piano per fermare e invertire deforestazione e degrado forestale entro il 2030.
La natura dei documenti è volontaria: non si tratta di obblighi internazionali negoziati. Secondo AFP, il Brasile aveva già promesso il percorso dopo che il vertice di Belém del 2025 si è concluso senza citare esplicitamente i fossili nell’accordo finale. L’iniziativa dà seguito alla transizione già concordata alla COP28 di Dubai nel 2023.
L’approccio di preparazione di Belém invita a valutare quanto ogni paese è esposto ai fossili e quale capacità di cambiamento ha nella domanda, nell’offerta energetica e nell’economia. La consultazione ha raccolto 267 contributi, di cui 21 da parti o gruppi rappresentanti 115 parti. Per la presidenza, ogni realtà nazionale è diversa: perciò non può esserci un unico percorso.
Secondo Climate Home News, il programma collettivo proposto favorisce piani nazionali entro il 2028, poi dà priorità ai sistemi energetici puliti nel 2029–2030 e agli adeguamenti produttivi nel 2031–2033. Non è prevista una scadenza obbligatoria per porre fine alla produzione fossile. Si può già agire su sussidi e perdite di metano; la presidenza sottolinea la necessità di coordinare il calo di domanda e offerta, così da evitare carenze e volatilità dei prezzi.
Il calendario è però oggetto di riserve. Secondo Climate Home News, Romain Ioualalen di Oil Change International ha accolto il progetto, ma ha avvertito che rinviare i tagli all’offerta agli anni Trenta rischierebbe una transizione più caotica. Per la presidenza è essenziale tutelare lavoratori e comunità, mantenere energia accessibile e sostenere lo sviluppo. Ogni paese potrà scegliere politiche adatte alla propria realtà.
Secondo AFP, Toni ha detto che il percorso sarà discusso ad Antalya il 10 novembre. I responsabili brasiliani hanno però ribadito che è un invito all’azione, non un testo da negoziare alla COP31. La presidenza chiede ai futuri responsabili dei vertici di proseguire la cooperazione e verificare l’attuazione. La prossima priorità sarà tradurre le proposte in politiche nazionali e investimenti.
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