Il Fondo per le perdite e i danni ha deciso il 22 ottobre di riservare 20 milioni di dollari al Nepal dopo le devastanti alluvioni di agosto, secondo AFP e la stampa nepalese. È un sostegno alle comunità della regione Bhote Koshi–Trishuli, però non significa che il denaro sia già arrivato nel paese.
Il Nepal ha chiesto aiuto il 31 agosto, dopo la calamità del 26 agosto. Il Kathmandu Post riferisce che il consiglio ha deciso in una riunione speciale, dopo confronti fra rappresentanti dei paesi sviluppati e in via di sviluppo. La disponibilità è destinata a soccorsi, riabilitazione e ricostruzione nelle comunità colpite.
I dati ministeriali preliminari citati da Nepal News indicano circa 1.500 morti e più di 5.000 dispersi. Più di 60.000 persone in circa 15.000 famiglie hanno subito conseguenze dirette. Reuters segnala danni a strade, ponti, scuole e 13 centrali idroelettriche: è un quadro che mostra l’entità della ripresa necessaria nel paese himalayano.
Nepal News cita danni economici iniziali per circa 2,7 miliardi di dollari e una ricostruzione stimata in 4,7 miliardi. Rispetto a tale cifra, lo stanziamento di 20 milioni è inferiore allo 0,5% delle necessità. Le stime preliminari distinguono così i danni già subiti dalla spesa più elevata che sarà necessaria per ricostruire.
Il ministro delle Finanze Swarnim Wagle ha accolto con favore l’impegno parlando con AFP: il Nepal è una prova del sostegno internazionale ai paesi più vulnerabili alle perdite climatiche. AFP riferisce divergenze sulla possibilità che la risposta eccezionale crei un precedente. Il fondo è nato dagli accordi delle conferenze ONU sul clima del 2022 e 2023.
Il Nepal dovrà ora preparare un progetto dettagliato per le comunità alluvionate e ottenerne l’approvazione secondo le procedure del fondo, spiega Nepal News. Per AFP non è previsto un calendario certo. La prossima priorità sarà perciò approvare l’uso dello stanziamento, affinché l’impegno possa trasformarsi in finanziamenti per le attività di ripresa sul territorio.
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