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L'inflazione all'ingrosso USA rallenta e porta l'S&P 500 a un nuovo record

Pubblicato il 14 agosto 2026 0 visualizzazioni

I prezzi all'ingrosso negli Stati Uniti sono rimasti invariati a luglio rispetto a giugno e sono aumentati del 4,7 % su base annua, offrendo così un po' di sollievo alle società e alla Federal Reserve dopo una fiammata inflazionistica legata all'energia. Il Bureau of Labor Statistics ha pubblicato i dati giovedì 13 agosto. La lettura più moderata ha già aiutato l'S&P 500 a salire dello 0,7 % e a chiudere al record di 7.798,99 punti, secondo Associated Press.

L'aumento annuo dell'indice dei prezzi alla produzione è rallentato dal 5,5 % di giugno. Escludendo alimentari ed energia, i prezzi sono cresciuti dello 0,2 % a luglio e del 4,2 % in dodici mesi, ha riferito AP. Nel quadro più ampio dell'ufficio statistico, un calo dello 0,7 % dei beni per la domanda finale ha compensato aumenti dello 0,2 % nei servizi e del 2,2 % nelle costruzioni: perciò il sollievo è concentrato sui prodotti fisici e non è uniforme nell'economia.

I prezzi dell'energia per la domanda finale sono scesi del 3,1 %, quelli alimentari dello 0,9 % e la benzina del 5,7 %, ha indicato l'ufficio. Veicoli e attrezzature sono saliti dello 0,3 %, però i servizi di gestione dei portafogli sono balzati del 6,5 %. Questi movimenti opposti hanno qualità informativa perché alcune componenti confluiscono nell'indice della spesa per consumi personali, la misura che la Fed usa per l'obiettivo d'inflazione del 2 %.

Gli investitori hanno interpretato il rapporto come una riduzione della necessità di un rialzo immediato dei tassi. Il Nasdaq Composite è avanzato dello 0,8 % a 26.803,03 punti e il Dow dello 0,1 % a 53.839,99. Il rendimento dei Treasury decennali è sceso al 4,65 % dal 4,68 % di mercoledì, mentre il Brent è calato del 2,1 % a 87,07 dollari al barile, riducendo così un'altra fonte di pressione sui costi a breve termine.

Secondo AP, i mercati dei futures attribuivano una probabilità del 35 % a un rialzo della Fed a settembre, già inferiore al 50 % circa di due giorni prima. La banca centrale ha lasciato i tassi invariati quest'anno, mentre i funzionari discutono se l'inflazione persistente richieda una politica più severa. È prudente considerare anche il debole rapporto sul lavoro di luglio, con una perdita di posti, perché un credito più caro può frenare assunzioni, domanda e attività d'investimento.

Il rapporto però non definisce con certezza la realtà futura dell'inflazione. AP ha rilevato che la benzina è tornata a salire a fine luglio e all'inizio di agosto, mentre gli economisti prevedono un'inflazione PCE di fondo annua vicina al 3,3 %, più alta dell'obiettivo della Fed, quando il dato verrà pubblicato il 26 agosto. I mercati seguiranno il simposio di Jackson Hole dal 27 agosto e nuove statistiche su lavoro e prezzi prima della riunione di metà settembre.

Fonti: U.S. Bureau of Labor Statistics, Associated Press, Axios

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