L’Unione europea ha aggiunto 38 persone al proprio Ufficio per l’intelligenza artificiale a Bruxelles, mentre la Commissione europea è già pronta a esercitare nuovi poteri di vigilanza sui modelli avanzati da domenica 2 agosto. L’espansione, riferita venerdì da Associated Press, darà al blocco più capacità per controllare gli sviluppatori globali e indagare su rischi che vanno dagli attacchi informatici e dalla manipolazione dannosa alle minacce ai diritti fondamentali.
Il passaggio è una fase decisiva nell’attuazione della legge europea sull’IA, la normativa basata sul rischio adottata nel 2024. Le linee guida della Commissione precisano che i poteri per far rispettare gli obblighi dei fornitori dei modelli generali più avanzati scatteranno il 2 agosto 2026, dopo un anno di adeguamento. L’ufficio impiega già più di 125 giuristi, ingegneri, economisti, esperti di politiche e addetti amministrativi, perciò la nuova capacità sarà significativa.
Secondo AP, la squadra aggiuntiva controllerà società che vanno dalle start-up ai grandi sviluppatori statunitensi e cinesi. La Commissione può esigere la documentazione dei modelli, chiedere informazioni e misure correttive, valutare i sistemi, interrogare il personale durante le indagini e imporre sanzioni. Le istituzioni dell’UE e le autorità nazionali di vigilanza condividono le responsabilità, poiché i regolatori nazionali sorvegliano molti sistemi utilizzati nei Paesi membri.
Anche le regole di trasparenza inizieranno ad applicarsi il 2 agosto. La Commissione afferma che i fornitori dovranno avvisare le persone quando interagiscono direttamente con un’IA e rendere i contenuti generati o manipolati leggibili dalle macchine e rilevabili. Chi usa i sistemi dovrà segnalare i deepfake, alcuni materiali d’interesse pubblico prodotti dall’IA senza controllo editoriale umano, nonché il riconoscimento delle emozioni o la categorizzazione biometrica. Una possibilità limitata di adeguamento fino a dicembre riguarda la marcatura dei sistemi generativi già sul mercato.
La Commissione indica tra i rischi sistemici dei modelli più potenti le offensive informatiche, i pericoli chimici o biologici, la perdita di controllo, la manipolazione nociva e i danni ai diritti fondamentali. L’Ufficio IA ha già aperto canali affinché lavoratori tecnologici e utenti possano riferire in modo riservato sospette irregolarità o dubbi sulla conformità. Un comitato scientifico indipendente e un organismo dell’UE con rappresentanti degli Stati membri sosterranno così una vigilanza coerente.
La nuova attività di controllo verificherà se l’Europa può tradurre la sua normativa storica in una supervisione concreta senza frenare l’innovazione. Le aziende che servono utenti dell’UE saranno sottoposte a verifiche più attente su documenti tecnici, misure di qualità contro i rischi e avvisi sui contenuti sintetici. Le autorità dovranno coordinare le indagini tra 27 Paesi affinché gli obblighi siano applicati con coerenza agli sviluppatori sia dentro sia fuori dall’Unione.
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