Le emissioni globali di gas serra sono state pari a circa 5,0 miliardi di tonnellate di anidride carbonica equivalente nel maggio 2026, lo 0,1% in meno rispetto al maggio 2025, secondo i dati pubblicati il 30 luglio da Climate TRACE. Per i primi cinque mesi dell'anno il totale è già a 25,3 miliardi di tonnellate, invariato rispetto allo stesso periodo del 2025: è perciò un plateau, più che la riduzione duratura necessaria perché il riscaldamento possa rallentare.
L'inventario mensile, versione 5.9.0, unisce osservazioni satellitari, telerilevamento, dati pubblici e modelli per stimare l'inquinamento in ogni Paese e attività economica. Climate TRACE precisa che le revisioni sono una realtà normale quando arrivano nuove informazioni o metodologie. La banca dati segue milioni di fonti emissive e offre così un quadro più tempestivo degli inventari nazionali, che però spesso sono disponibili con notevole ritardo.
La Cina, il più grande emettitore nazionale, ha prodotto una quantità stimata di 1,4 miliardi di tonnellate a maggio, 8,5 milioni o lo 0,6% in meno di un anno prima. Anche Russia e Indonesia hanno segnato cali di 1,5 milioni e 0,8 milioni di tonnellate. Negli Stati Uniti c'è invece un aumento di 2,8 milioni e in India di 3,0 milioni, mentre l'Unione europea è salita di 4,4 milioni di tonnellate, cioè dell'1,5%.
I risultati settoriali sono così altrettanto misti. L'elettricità è cresciuta dello 0,9% a 1,32 miliardi di tonnellate e gli edifici hanno avuto l'aumento percentuale più elevato, dell'1,6% a 280,9 milioni. La manifattura è scesa dell'1,5% a 916,0 milioni, i trasporti dello 0,9% a 777,7 milioni e le attività dei combustibili fossili dello 0,1% a 779,2 milioni. L'agricoltura è rimasta stabile a 622,3 milioni.
Le emissioni di metano hanno raggiunto 34,2 milioni di tonnellate a maggio, lo 0,1% in più rispetto all'anno precedente: ciò mostra perché il calo complessivo è esiguo e irregolare. NOAA e Climate Central hanno già spiegato separatamente che l'anidride carbonica continua ad accumularsi nell'atmosfera, poiché l'umanità ne emette più di quanto oceani ed ecosistemi terrestri possano assorbire. Per Climate Central, la media di maggio a Mauna Loa è arrivata al record di 432,3 parti per milione, circa 1,8 in più di un anno fa.
Climate TRACE ha aggiunto nuove fonti per miniere di carbone e aviazione e ha aggiornato i modelli per agricoltura e acciaio, modifiche che potranno influire sui confronti. La coalizione pubblicherà le stime di giugno il 27 agosto. Il prossimo aggiornamento dirà se il recente plateau globale sarà confermato; tuttavia, i dati di maggio non dimostrano né un picco duraturo né una svolta certa, perché sono preliminari e un solo mese non può definire una tendenza di lungo periodo.
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