Il Nobel per l’economia 2026 è andato il 12 ottobre agli statunitensi Robert E. Hall e Michael Woodford. L’Accademia reale svedese delle scienze ha annunciato a Stoccolma il premio per gli studi su come le scelte di famiglie e imprese plasmano la stabilità economica, secondo Reuters e AP.
Hall è legato a Stanford e Woodford alla Columbia University. Per Stanford, i loro contributi hanno ricostruito i modelli sulle scelte individuali, anziché sulle sole relazioni statistiche fra inflazione, produzione e consumi. Le ricerche distinte sono già alla base di strumenti delle autorità pubbliche e delle banche centrali.
Secondo AP, che riferisce la spiegazione del comitato, Hall ha studiato come le attese sui redditi futuri orientano spese e risparmi. Una novità può però cambiare tali attese in modo inatteso, rendendo più difficile prevedere i consumi futuri. Così le scelte familiari si collegano alle oscillazioni dell’economia.
Woodford ha mostrato perché le attese sulla politica futura contano insieme ai tassi attuali, secondo l’istituto ifo. Il presidente Clemens Fuest ritiene che la credibilità delle banche centrali sia cruciale per l’efficacia monetaria. Una comunicazione più chiara può influire su come imprese e famiglie pianificano le attività.
Per Reuters, Woodford ha sottolineato il ruolo delle indicazioni sui tassi futuri nella risposta alla crisi finanziaria globale dal 2009. La comunicazione è servita così a integrare i tagli immediati. Per l’ifo, la ricerca è tuttora rilevante perché chiarisce le misure di stabilità, fra inflazione più alta e pressioni sull’indipendenza delle banche centrali.
Il premio sarà diviso fra i vincitori: 12 milioni di corone svedesi, circa 1,2 milioni di dollari, secondo Reuters. È il premio della Banca di Svezia per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel, assegnato per la prima volta nel 1969. AP precisa che verrà consegnato con gli altri Nobel il 10 dicembre, anniversario della morte di Nobel.
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