Il 15 ottobre è proseguita la ricerca di sette marinai dispersi dopo che attacchi con droni hanno incendiato due navi cisterna chimiche vicino alla costa romena del Mar Nero. Il presidente Nicușor Dan ha già confermato gli attacchi, secondo Reuters. È la zona di Sulina, città presso la rotta che collega il Mar Nero al Danubio.
È di cinque persone salvate il bilancio sulla Wine Trader, nave con bandiera di San Marino, secondo l’Autorità navale romena citata da Associated Press. Era diretta dalla Tunisia alla Romania. Per le autorità, l’incidente è avvenuto circa 13 miglia nautiche a sud-est di Sulina; altre sette persone risultavano ancora disperse.
Una seconda nave cisterna è andata a fuoco la sera prima nella stessa regione. Per Deutsche Welle, il suo equipaggio è al sicuro. Dopo altri attacchi recenti nel Mar Nero, è cresciuta così la preoccupazione per la navigazione civile vicino a Romania e Bulgaria: entrambi i paesi fanno parte della NATO e dell’Unione europea.
Il ministero della Difesa romeno ha riferito, separatamente, di più bersagli aerei rilevati dai radar di notte presso l’isola ucraina dei Serpenti. All’1:34 un drone è entrato brevemente nello spazio aereo nazionale a sud-est di Sulina, poi è scomparso dal radar. F-18 spagnoli e F-16 romeni sono decollati nella notte per sorvegliare la situazione.
Per il ministero, la popolazione a nord e a est del distretto di Tulcea è stata avvertita alle 4:57; l’allerta aerea è terminata alle 5:46. Il comunicato non stabilisce però alcun legame tra quel drone e le due navi. Un’incursione rilevata dal radar non può perciò identificare, da sola, il velivolo responsabile degli incendi.
A Bruxelles Dan ha detto che ci sarà una risposta romena, ma che è necessario sapere di più sugli attacchi, secondo Reuters. Non ha voluto definire russi i droni. La ricerca dei dispersi è rimasta la priorità, mentre le autorità cercavano di chiarire le circostanze degli attacchi vicino a un’importante rotta marittima utilizzata dall’Ucraina.
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