Sony Semiconductor Solutions e Taiwan Semiconductor Manufacturing Company hanno finalizzato una società congiunta per sviluppare e produrre in Giappone sensori d'immagine di nuova generazione, trasformando in realtà l'intesa preliminare annunciata a maggio. Le aziende hanno reso noto l'accordo definitivo l'11 agosto: l'investimento previsto è di circa 4,69 miliardi di dollari e la produzione su larga scala sarà avviata nel 2029 nella nuova fabbrica Sony di Koshi, nella prefettura di Kumamoto.
Sony sarà l'azionista di maggioranza e manterrà il controllo. Il gruppo giapponese investirà circa 2,92 miliardi di dollari, mentre TSMC contribuirà con 1,77 miliardi, secondo l'annuncio ripreso da Reuters. Sony guiderà lo sviluppo dei sensori e la pianificazione dei prodotti; TSMC offrirà tecnologia di processo e capacità produttiva. Le società hanno chiarito che la spesa verrà realizzata per fasi, perché dipenderà dalla domanda e da altre condizioni.
L'operazione trasforma il memorandum non vincolante firmato l'8 maggio in una partnership industriale più concreta. Già allora le aziende avevano spiegato che l'obiettivo è unire la qualità di Sony nella progettazione dei sensori con l'eccellenza di TSMC nella produzione di semiconduttori. Le attività di sviluppo e fabbricazione saranno collocate nel sito di Koshi, perciò il progetto rafforzerà Kumamoto, città e area già centrali per gli investimenti dei due gruppi e per la strategia giapponese sui chip.
La priorità iniziale è costituita dai sensori avanzati per smartphone, dispositivi la cui qualità fotografica dipende sempre più sia dall'hardware che cattura la luce sia da circuiti logici sofisticati. Le aziende vedono però possibilità di più lungo periodo nell'intelligenza artificiale fisica, compresi veicoli e robot che usano telecamere e sensori per comprendere l'ambiente. Così Sony può accedere a competenze produttive avanzate, mentre TSMC può ottenere una presenza più ampia in un mercato specializzato.
La cifra è inferiore a una precedente indiscrezione, secondo cui i partner valutavano una spesa fino a mille miliardi di yen. Il piano definitivo offre già una divisione più chiara di responsabilità e capitale; però le aziende stanno ancora considerando fondi aggiuntivi per la capacità produttiva, purché arrivi il sostegno del governo giapponese. Ogni espansione dipenderà dalla domanda, perciò il 2029 e la costruzione graduale sono tappe essenziali, né una garanzia di forniture immediate né una capacità già disponibile.
L'accordo approfondisce una relazione esistente fra due realtà leader dei semiconduttori e rafforza l'attività del Giappone per aumentare la produzione nazionale di chip. I prossimi passi saranno la costituzione della società, la preparazione delle linee di Koshi e la verifica del mercato prima di ogni fase d'investimento. Fino all'avvio della produzione, l'esecuzione, l'aiuto pubblico e la domanda di sensori di qualità più elevata per smartphone e visione artificiale determineranno quale sarà la scala e quale potrà essere l'impatto commerciale del progetto.
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