La pressione sui mercati mondiali è aumentata giovedì 8 ottobre 2026: al forte rincaro del petrolio si è accompagnato il calo di grandi indici azionari. Secondo AFP e Associated Press, l’S&P 500 ha perso lo 0,5% e il Nasdaq Composite l’1,3%, mentre il Dow Jones Industrial Average è salito dello 0,1%. A New York le vendite hanno colpito di più le società tecnologiche.
L’energia è stata un’altra fonte di incertezza. Per Reuters, i futures sul Brent hanno chiuso a 104,28 dollari al barile, con 4,08 dollari in più, pari al 4,1%. Il West Texas Intermediate è cresciuto di 3,21 dollari, il 3,6%, a 91,49 dollari. Il rialzo è legato ai timori sulla navigazione in Medio Oriente e alle difficoltà dell’attività estrattiva offshore americana.
Secondo Reuters, l’uragano Isaias ha spinto i produttori del Golfo del Messico a fermare circa 1,3 milioni di barili al giorno: è il 62,9% della produzione attuale della regione. Così le sospensioni hanno accresciuto i timori sull’offerta, già sotto pressione perché la guerra con l’Iran perturbava un’importante rotta energetica internazionale.
Il ribasso è andato oltre gli Stati Uniti. AFP ha riportato cali finali dell’1,2% per il DAX di Francoforte, dello 0,5% per il CAC 40 di Parigi e dello 0,2% per il FTSE 100 di Londra. Nikkei 225 di Tokyo e Hang Seng di Hong Kong hanno perso entrambi l’1,4%. Il greggio più caro ha però sostenuto grandi società energetiche: l’impatto sulle attività economiche è quindi diverso tra settori.
Anche il mercato dei titoli pubblici americani è cambiato durante la seduta. Per AP, il rendimento decennale è passato dal 5,28% di mercoledì sera al 5,35% di giovedì mattina, per poi scendere al 5,23%. L’inversione è seguita a un’asta di titoli trentennali da 22 miliardi di dollari, con rendimento massimo sotto il 5,62%. Si è così attenuata parte della pressione sul costo del credito.
Reuters ha descritto petrolio più caro e rendimenti elevati come un timore inflazionistico prima della stagione dei risultati: sarà la verifica della capacità degli utili di sostenere i recenti rialzi. Secondo AP, la chiusura americana mista di giovedì ha lasciato l’S&P 500 al secondo calo consecutivo dopo il record. L’attenzione è rimasta perciò sull’incertezza dell’offerta e sui costi di finanziamento.
Commenti