Tadej Pogačar ha abbandonato la Vuelta a España sabato dopo una grave caduta nell'ottava tappa, perché il leader non è più riuscito a proseguire. Lo sloveno è finito a terra a circa 33 chilometri dall'arrivo, lungo i 171 chilometri fra Puçol e Xeraco, nella provincia di Valencia. È già stato assistito a bordo strada e ha provato senza successo a risalire sulla bicicletta, però poi è entrato in ambulanza.
Le immagini televisive hanno mostrato Pogačar con il volto insanguinato e un dolore evidente, soprattutto alla spalla e al braccio sinistri. Il personale medico lo ha visitato e ha fasciato la zona interessata. Secondo Cadena SER, un direttore della UAE Team Emirates-XRG lo ha accompagnato verso l'ambulanza. Nelle prime notizie non è però comparsa una diagnosi medica definitiva, perciò la reale gravità delle lesioni sarà chiarita più avanti.
Le fonti concordano sul fatto che l'incidente è avvenuto vicino alla testa del gruppo, in un tratto rettilineo, però le prime ricostruzioni differiscono sulla causa precisa. El País ha riferito di un contatto con un altro corridore dopo uno spostamento di Pogačar, mentre un altro resoconto basato sulle immagini ha indicato la possibilità di un ostacolo sulla strada. Poiché non c'è ancora una conclusione ufficiale, la dinamica resta non confermata.
Il ritiro cambia profondamente la realtà sportiva della corsa, perché Pogačar è partito con la maglia rossa e un vantaggio di tre minuti e 50 secondi sullo spagnolo Enric Mas. Aveva già controllato la gara nella prima settimana e conquistato tre tappe, compresa la sesta a Castellón. La Vuelta è l'unico dei tre grandi giri che non è ancora presente nel suo palmarès, possibilità che ora verrà rinviata.
I corridori del gruppo hanno inizialmente ridotto l'andatura dopo la caduta, poi l'attività agonistica è ripresa. Mas, secondo in classifica generale per la Movistar all'inizio della giornata, è così diventato il concorrente nella posizione più favorevole, anche se il risultato di tappa e la nuova graduatoria attendevano ancora conferma nelle prime ore. L'uscita improvvisa del favorito riapre perciò una competizione che sembrava già saldamente sotto il suo controllo.
L'ottava tappa era soprattutto una frazione pianeggiante verso Xeraco prima dei 187,4 chilometri di montagna previsti domenica fra La Vila Joiosa e l'Alto de Aitana. Quell'arrivo in salita sarà già una prova di qualità per la nuova lotta al comando e potrà definire più chiaramente le possibilità dei rivali. L'attenzione resterà però anche sulla valutazione medica di Pogačar e su ciò che potrà significare per il resto della sua stagione.
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