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Uno studio rintraccia l’energia mancante nella Nebulosa Tarantola

Pubblicato il 12 agosto 2026 757 visualizzazioni

Uno studio condotto con più telescopi ha identificato tre vie attraverso cui l’energia delle giovani stelle massicce può sfuggire o raffreddarsi nella Nebulosa Tarantola. Ciò aiuta a spiegare perché la regione contiene molto meno gas capace di emettere raggi X rispetto a quanto prevedono i modelli classici dei venti stellari. La NASA ha illustrato i risultati in un rapporto aggiornato il 12 agosto, basato sulla ricerca diretta da Jennifer Rodriguez dell’Università statale dell’Ohio e pubblicata su The Astrophysical Journal.

La nebulosa, chiamata anche 30 Doradus, è situata a circa 160.000 anni luce nella Grande Nube di Magellano, una piccola galassia vicina alla Via Lattea. Ospita migliaia di stelle giovani in un’enorme struttura di gas e polvere; perciò è un laboratorio vicino di grande qualità per capire come le stelle più potenti trasformino la materia da cui, più tardi, potrà nascere una nuova realtà di stelle e pianeti.

I ricercatori hanno riunito circa due milioni di secondi di osservazioni a raggi X di Chandra, immagini infrarosse del telescopio spaziale James Webb, dati ottici di Hubble e informazioni spettrali del telescopio Spitzer, già ritirato. Chandra ha mappato il gas portato a milioni di gradi dai venti stellari e dalle onde d’urto; Webb ha rivelato stelle giovani e polvere fredda, mentre Hubble ha seguito l’idrogeno più caldo e singole stelle.

L’analisi indica che fino alla metà del gas caldo può fuoriuscire attraverso aperture nei gusci circostanti. L’attività turbolenta e il mescolamento con gas più freddo possono ridurre ancora la temperatura; inoltre, i confronti con simulazioni al computer indicano la possibilità di conduzione termica quando la materia calda tocca direttamente pareti dense e più fredde. Così, questi meccanismi possono sottrarre energia alla fase luminosa nei raggi X senza ricorrere a un’unica causa.

La scoperta rende più precisa la comprensione della retroazione stellare, cioè il processo attraverso cui le stelle massicce immettono energia e materia nell’ambiente. Poiché 30 Doradus è il grande complesso di formazione stellare più luminoso del Gruppo Locale, il risultato sarà anche un riferimento per interpretare regioni starburst più lontane. Le osservazioni congiunte offrono già vincoli migliori affinché i futuri modelli descrivano l’evoluzione delle nubi dove nascono le stelle.

Fonti: NASA, The Astrophysical Journal, arXiv

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