Le autorità della Crimea occupata dalla Russia hanno sospeso tutte le vendite di benzina ai civili domenica 21 giugno 2026, poiché l'Ucraina intensificava i suoi attacchi contro le infrastrutture petrolifere della penisola del Mar Nero. È già la più drammatica interruzione della vita quotidiana in Crimea dall'annessione illegale del territorio nel 2014. La realtà è che milioni di residenti e turisti si ritrovano così senza alcuna possibilità di accesso al carburante.
Il governatore della Crimea nominato dal Cremlino, Sergej Aksionov, ha annunciato che le stazioni di servizio locali interromperanno immediatamente tutte le vendite alle imprese non statali e ai privati per un periodo indefinito. Il carburante è riservato esclusivamente alle agenzie governamentali e ai servizi di emergenza. Aksionov ha inoltre dichiarato che gli attacchi notturni ucraini hanno ucciso quattro persone e ne hanno ferite altre 28 in tutta la penisola, perché la situazione è già estremamente più tesa di quanto si potesse prevedere.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha confermato che gli obiettivi includevano un importante deposito petrolifero in Crimea e un impianto di trasporto del petrolio nella regione russa di Krasnodar. Zelenskyy ha descritto le operazioni come parte di ciò che ha definito sanzioni a lungo raggio contro le infrastrutture energetiche della Russia. È una strategia concepita perché possa indebolire le catene di approvvigionamento militare russe, già sotto forte pressione.
Le forze ucraine hanno ripetutamente preso di mira le forniture di carburante verso la Crimea nelle ultime settimane, colpendo serbatoi di stoccaggio, oleodotti e vie di trasporto. La campagna sostenuta ha già scatenato la peggiore crisi energetica in Crimea dall'annessione. La realtà è che lunghe code si sono formate alle stazioni di servizio già giorni prima della sospensione ufficiale, e i prezzi sul mercato nero sono più che raddoppiati.
I social media sono stati inondati di richieste disperate di carburante e consigli su dove trovare scorte rimanenti. È emerso che alcuni residenti si sono recati nella vicina regione di Krasnodar sulla terraferma russa per fare rifornimento, portando la benzina attraverso il ponte di Kerch con un limite rigoroso di 100 litri per veicolo. Gli speculatori, però, hanno già colto l'opportunità, vendendo benzina al doppio del prezzo di mercato a chi è più disperato.
La crisi ha inoltre intrappolato migliaia di turisti giunti in Crimea per la stagione estiva. Le autorità hanno attivato una linea telefonica dedicata per assistere i visitatori rimasti bloccati senza carburante sufficiente per lasciare la penisola. È ormai evidente la fragilità delle linee di approvvigionamento della Crimea, che dipendono fortemente dal ponte di Kerch e da un numero limitato di rotte di traghetti attraverso lo stretto.
La sospensione del carburante rappresenta un'escalation significativa dell'impatto della guerra sulla società civile in Crimea. Già si sollevano interrogativi sulla capacità della penisola di mantenere le operazioni normali sotto il costante attacco ucraino alle sue infrastrutture energetiche. Poiché la strategia è risultata efficace nel degradare le capacità logistiche russe nella regione, è molto probabile che gli attacchi continueranno con ancora più intensità nei prossimi mesi.
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