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Stati Uniti e Iran lanciano nuovi attacchi, cresce la tensione a Hormuz

Pubblicato il 20 luglio 2026 716 visualizzazioni

Gli Stati Uniti hanno condotto una nona notte consecutiva di attacchi contro l'Iran, mentre Teheran ha minacciato lunedì 20 luglio di bloccare il passaggio delle forniture di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz. È un'escalation che accresce i rischi per la sicurezza regionale e per il commercio mondiale dell'energia, secondo le notizie pubblicate lunedì mattina da Euronews e The Guardian.

I nuovi attacchi sono arrivati dopo più di una settimana di scontri diretti tra i due Paesi. Una rassegna mattutina di AnewZ, che ha attribuito le informazioni a Reuters, ha riferito che le forze americane hanno colpito obiettivi nella notte, compresa la città iraniana nordoccidentale di Tabriz, mentre l'Iran ha già proseguito le attività contro interessi statunitensi e partner regionali.

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno affermato di avere preso di mira aerei americani in Giordania e fermato due petroliere nello stretto, secondo la diretta del Guardian. L'esercito statunitense, però, ha dichiarato che le sue operazioni servono a chiamare l'Iran alle proprie responsabilità. Non è stato possibile verificare subito e in modo indipendente tutte le affermazioni provenienti dal campo di battaglia.

Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico al Golfo di Oman ed è una rotta centrale per il petrolio e il gas naturale liquefatto scambiati a livello internazionale. La minaccia iraniana di bloccare questi flussi energetici aumenta perciò la possibilità di interruzioni per produttori, società di navigazione ed economie importatrici, ben oltre la realtà dell'area direttamente coinvolta.

L'ultima fase ha anche aumentato la pressione sugli Stati vicini. La rassegna di AnewZ ha riferito che il Kuwait ha intercettato droni iraniani, mentre le notizie del fine settimana hanno descritto vittime tra i militari americani in Giordania e Iraq. Questi sviluppi mostrano perché attacchi e intercettazioni possono coinvolgere più Paesi, città e installazioni militari.

Gli sforzi diplomatici restano nell'ombra perché continuano gli attacchi e le dichiarazioni pubbliche contrapposte. Governi, mercati dell'energia e operatori marittimi seguiranno così sia i movimenti militari sia il traffico a Hormuz. Le prossime scelte di Washington e Teheran definiranno se la crisi sarà più ampia oppure se verrà creata una possibilità concreta affinché riprendano i colloqui.

Fonti: Euronews, The Guardian, Reuters via AnewZ

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