Il Dipartimento di Giustizia USA ha fatto causa alla California il 15 ottobre, chiedendo al tribunale federale di Los Angeles di bloccare lo scrutinio postale per più di 20.000 elettori ritenuti probabilmente non cittadini. Per Reuters, la richiesta riguarda le elezioni del 3 novembre; l'accusa non è prova che tali persone non possano votare.
Il dipartimento afferma che la Sicurezza interna ha confrontato elenchi elettorali pubblici con dati federali sull'immigrazione. L'analisi è preliminare ed è ancora in corso. Poiché la California invia una scheda a ogni iscritto, l'esattezza della lista federale è centrale nella controversia.
Secondo Reuters, la causa è arrivata dopo un termine di 48 ore per esaminare nomi forniti su una chiavetta USB. Washington chiede che le schede restino separate finché la cittadinanza non sarà verificata. La richiesta è di andare oltre le dichiarazioni di cittadinanza già rese all'iscrizione elettorale.
Nella risposta del 15 ottobre, la segretaria di Stato Shirley Weber ha dichiarato che le autorità federali non avevano fornito dati e metodologia richiesti. Ha ricordato che in California è obbligatorio attestare la cittadinanza USA sotto pena di falsa testimonianza e che vi sono procedure per rimuovere chi non può votare.
Per Weber, ciò minaccia elettori idonei ed è contrario alle leggi federali e statali, inclusi i limiti alle cancellazioni sistematiche nei 90 giorni prima di un'elezione federale. Il governatore Gavin Newsom vi vede un tentativo di sopprimere voti. Questa è la posizione californiana; per le autorità federali, invece, l'azione protegge l'integrità elettorale.
Weber si è detta pronta a esaminare prove di inidoneità e dati a sostegno, così da agire legalmente. Ha però respinto l'esclusione di migliaia di elettori sulla sola base di sospetti privi di riscontro. La causa chiede restrizioni giudiziarie; il suo deposito non è una decisione del giudice sulla cittadinanza degli elettori e non può essere presentato così.
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