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Webb svela in dettaglio la polverosa Nebulosa del Leone

Pubblicato il 11 agosto 2026 777 visualizzazioni

Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha prodotto una nuova visione infrarossa di NGC 2392, la Nebulosa del Leone, rivelando grumi compatti di polvere, gas ionizzato e gusci concentrici modellati dai resti di una stella morente. La NASA ha diffuso l'osservazione il 10 agosto con il contributo delle agenzie spaziali europea e canadese e dello Space Telescope Science Institute. È già una visione più nitida.

La nebulosa planetaria si è formata dopo che una stella di massa più bassa, ricca di ossigeno, ha esaurito le reazioni nucleari che la sostenevano. La stella instabile pulsò e disperse gli strati esterni per diverse migliaia di anni, lasciando una nana bianca molto calda, la cui radiazione spinge oggi il gas verso l'esterno. Nonostante il nome, una nebulosa planetaria non è legata ai pianeti, però è una fase della realtà stellare.

Webb ha unito i dati della fotocamera nel vicino infrarosso NIRCam e dello strumento nel medio infrarosso MIRI. Le misure rendono più chiari elementi apparsi sfumati in un'immagine di Hubble del 2000: una bolla di gas ionizzato simile a un volto circonda la nana bianca centrale, mentre un ampio guscio di polvere illuminata crea l'apparente criniera. Gli strumenti distinguono così anelli, gusci e code simili a quelle di una cometa.

La NASA ha spiegato che la bolla interna in espansione distrugge la polvere sul proprio percorso, però i grumi più densi resistono alla radiazione della stella e proteggono il materiale retrostante. I dati nel medio infrarosso mostrano che alcuni filamenti sopravvivono. Gli astronomi studiano perché queste nebulose sviluppino strutture così complesse, né semplici né uniformi: è una possibilità importante per capire l'attività della radiazione.

L'osservazione offre agli scienziati un'istantanea dettagliata di una breve fase della vita delle stelle comuni, che producono gran parte della polvere osservabile nell'universo. Gas e polvere di NGC 2392 continueranno ad allontanarsi dalla nana bianca e la nebulosa sarà dispersa fra circa 10.000 anni. Le future analisi potranno usare le bande infrarosse complementari di Webb, perché sarà così possibile seguire con più qualità come la radiazione trasformi i detriti stellari.

Fonti: NASA, European Space Agency, Canadian Space Agency, Space Telescope Science Institute

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