L'Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito lunedì che la trasmissione dell'Ebola nella Repubblica Democratica del Congo è più rapida degli sforzi di controllo, 100 giorni dopo la dichiarazione dell'epidemia. L'OMS ha già registrato più di 5.200 casi confermati e ha definito l'epidemia da virus Bundibugyo la più veloce nella storia del Paese; perciò sarà necessaria una risposta molto più ampia.
Nei primi tre mesi sono stati rilevati in media circa 90 casi confermati al giorno. Secondo l'OMS, questo ritmo è nettamente superiore a quello osservato nella stessa fase dell'epidemia dell'Africa occidentale del 2014-2016 e di quella congolese del 2018-2020. Il virus è presente in sei province, però l'Ituri concentra già circa l'85% dei casi e il 79% dei decessi.
La mortalità è tuttora elevata sia nelle strutture sia nelle comunità. L'OMS ha riferito che i decessi avvenuti fuori dai centri per l'Ebola rappresentano circa il 60% delle 260 morti settimanali registrate nelle sei settimane precedenti. È un dato che mostra difficoltà nella diagnosi precoce, nell'invio e nell'accesso alle cure, poiché molti pazienti arrivano quando la malattia è già avanzata.
La risposta è ostacolata da conflitto, sfollamenti, attacchi alle strutture sanitarie, accesso difficile e diffidenza in alcune comunità. Il virus Bundibugyo si trasmette attraverso il contatto diretto con fluidi corporei infetti o materiali contaminati, e i primi sintomi possono sembrare malaria. Per questa variante non c'è né un vaccino approvato né una terapia specifica; così test rapidi, isolamento, cure di sostegno e tracciamento sono attività essenziali.
Venerdì sera il Congo ha ricevuto 16.250 dosi del vaccino Ervebo, già autorizzato, come parte delle 70.000 dosi attese dall'OMS e dai partner, secondo Associated Press. Ervebo è approvato contro un'altra specie di Ebola, però l'OMS ne raccomanda la valutazione in uno studio randomizzato perché può offrire una certa protezione da Bundibugyo. AP ha citato 5.375 casi confermati e 2.557 decessi.
La capacità di risposta è però cresciuta: i siti di analisi sono passati da uno a 19 laboratori, capaci di esaminare più di 3.000 campioni al giorno. I posti letto sono saliti da meno di 10 a più di 1.300, mentre oltre 900 strutture hanno ricevuto sostegno per prevenire le infezioni. I responsabili dell'OMS chiedono perciò alle autorità, alle comunità e ai partner di agire più rapidamente e di garantire risorse affinché l'epidemia possa essere fermata.
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