Gli incendi alimentati da caldo estremo e siccità hanno costretto migliaia di persone a lasciare le proprie case in Europa venerdì 14 agosto, mentre le squadre di emergenza combattevano roghi dalla Francia e dalla Germania fino a Croazia, Grecia, Spagna e Inghilterra. Almeno una persona è morta in Croazia, decine sono rimaste ferite nei Paesi colpiti e i venti variabili hanno reso più difficili le attività, secondo Associated Press, The Guardian ed El País.
Le autorità croate hanno riferito che un incendio scoppiato giovedì sera vicino alla città adriatica di Omis ha ucciso una persona e ne ha mandate 14 in ospedale; sette erano già in condizioni critiche venerdì mattina. I venti forti hanno spinto rapidamente le fiamme e più di 1.000 residenti sono stati evacuati. Le unità marittime hanno soccorso 194 persone, compresi bambini, dal mare e dalle imbarcazioni. I vigili del fuoco hanno contenuto il rogo venerdì mattina, però gli aerei si sono diretti verso un nuovo incendio nella penisola di Peljesac.
Nel sud-ovest della Francia, un nuovo incendio nelle Landes ha bruciato circa 1.100 ettari in poche ore e ha costretto più di 500 persone a lasciare Luglon, dove si è già mobilitata un'attività di centinaia di vigili del fuoco. El País ha riferito che 115.000 ettari sono bruciati in Francia da metà luglio, nell'anno più secco mai registrato nel Paese. Météo-France ha posto quattro dipartimenti al livello massimo e 57 in allerta elevata. Il ministero dell'Interno ha contato 474 fermi collegati ai roghi dall'inizio di luglio, però ogni causa è ancora sotto indagine.
La Germania ha evacuato tutti i 1.800 abitanti di Gey dopo che l'incendio nella foresta di Hürtgen ha bruciato quasi 300 ettari, è arrivato a circa 300 metri dal villaggio e ha incontrato ordigni inesplosi della Seconda guerra mondiale, una realtà che ha ostacolato le squadre. A Stourbridge, nell'Inghilterra centrale, un rogo di sterpaglie ha distrutto da 20 a 30 case. Diciannove residenti e sei pompieri sono stati ricoverati dopo gli incendi nelle West Midlands. Il servizio meteorologico britannico ha registrato 38,1 gradi Celsius giovedì a Londra ovest, mentre luglio è stato il più secco in Inghilterra e Galles dal 1836.
La Spagna ha evacuato circa 800 residenti vicino a un incendio non controllato in Aragona e ha trasferito temporaneamente i resti di tre re dell'XI secolo e altri oggetti storici dal monastero di San Juan de la Peña. Un altro rogo a Huelva ha bruciato più di 300 chilometri quadrati. Nel nord della Grecia, le autorità hanno evacuato via mare più di 300 residenti e visitatori, mentre l'Albania ha segnalato 11 incendi attivi venerdì. Le emergenze simultanee hanno così impegnato risorse ben oltre le aree mediterranee più esposte.
Associated Press ha collegato le temperature record al cambiamento climatico causato dall'uomo, che intensifica il caldo e asciuga i paesaggi capaci di alimentare roghi rapidi. La Commissione europea aveva già preparato la sua più grande operazione antincendio per il 2026, con 777 vigili del fuoco di 14 Paesi dislocati in anticipo e 22 aerei più cinque elicotteri pronti. Le autorità continueranno a monitorare venti e meteo, manterranno le allerte di evacuazione e indagheranno sulle cause affinché le squadre possano evitare nuovi focolai e riprese.
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