Un'analisi dell'Associated Press pubblicata il 29 settembre rivela un'ampia lacuna nella protezione dalle alluvioni negli Stati Uniti: le polizze federali coprono solo il 2,4% degli immobili, mentre l'8,4% è esposto a un rischio grave o estremo. L'inchiesta ha confrontato i dati pubblici delle assicurazioni con quelli sul rischio e pone una questione: come potranno riprendersi le famiglie, se il cambiamento climatico intensificherà le piogge forti e altri pericoli di alluvione?
Il Congresso istituì nel 1968 il Programma nazionale di assicurazione contro le alluvioni, gestito dall'agenzia federale FEMA. La normale polizza sulla casa non copre i danni da inondazione. La copertura federale è disponibile nelle comunità aderenti ed è obbligatoria per i proprietari con mutui garantiti dallo Stato quando l'immobile si trova in una zona mappata ad alto rischio. Perciò le mappe influenzano sia la percezione del pericolo sia l'obbligo di assicurarsi.
Il Kentucky orientale mostra la gravità del divario. Nell'area colpita dalle alluvioni mortali del 2022, secondo AP, solo il 2,1% degli immobili era assicurato, benché circa il 47% fosse a rischio grave o estremo. L'inchiesta rileva che appena il 18% degli edifici colpiti ricadeva in una zona FEMA ad alto rischio. Le mappe possono trascurare i forti temporali lontano dai grandi fiumi e dalle coste; anche alcune zone della Louisiana meridionale presentano grandi lacune di copertura.
L'accessibilità economica è un altro ostacolo. AP stima che le polizze federali siano diminuite di circa 500.000 in cinque anni, mentre una polizza tipica costa ora circa 1.100 dollari all'anno, quasi il 90% in più rispetto a cinque anni fa. Il metodo tariffario Risk Rating 2.0 della FEMA lega più strettamente i premi al rischio di ciascun immobile. Ciò può rendere più chiaro il pericolo, però costi più elevati possono anche spingere le famiglie a rinunciare alla copertura.
La FEMA ha detto ad AP che servono norme edilizie più rigorose, una migliore pianificazione territoriale e più possibilità di assicurazione privata. L'agenzia sostiene che senza il Congresso non può risolvere il problema dei costi. Anche l'organo di controllo pubblico GAO descrive la tensione fra premi accessibili e solidità finanziaria del programma: riferisce che dal 2005 la FEMA ha preso in prestito circa 38,5 miliardi di dollari dal Tesoro per sostenerlo.
Il GAO ha invitato il Congresso a valutare aiuti basati sul reddito per chi non può pagare i premi, insieme a misure che riducano i danni agli immobili colpiti più volte. Nel suo rapporto del marzo 2026 ha precisato che a febbraio i legislatori non avevano approvato tali aiuti. La FEMA sta preparando mappe del rischio più dettagliate, secondo AP, ma non è chiaro quando saranno pronte. Per le famiglie esposte resta da capire se la protezione sarà abbastanza precisa e accessibile prima della prossima alluvione.
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