Un devastante attacco incendiario all'infrastruttura elettrica di Berlino ha lasciato decine di migliaia di residenti senza elettricità a temperature gelide, con le autorità tedesche che hanno confermato domenica che estremisti di sinistra erano responsabili del sabotaggio politicamente motivato che i funzionari definiscono uno degli attacchi più gravi alle infrastrutture critiche degli ultimi anni.
L'incendio è scoppiato sabato mattina su un ponte di cavi sul Canale Teltow vicino alla centrale di Lichterfelde, tagliando l'elettricità a oltre 45.000 famiglie e 2.200 aziende in quattro distretti del sud-ovest di Berlino. La rete attivista tedesca conosciuta come Gruppo Vulcano ha rivendicato la responsabilità dell'attacco, con le autorità antiterrorismo tedesche che studiano una nota che considerano di autenticità credibile.
Il sindaco di Berlino Kai Wegner ha condannato l'attacco nei termini più forti, dichiarando: "È inaccettabile che ancora una volta, chiaramente estremisti di sinistra abbiano attaccato la nostra rete elettrica e così messo in pericolo vite umane". La gravità del blackout ha spinto le autorità a stabilire rifugi di emergenza, con la Croce Rossa Tedesca che ha allestito una struttura riscaldata al Cole Sports Center.
L'esperto di sicurezza Felix Neumann della Fondazione Konrad Adenauer ha confermato che "il gruppo appartiene allo spettro estremista di sinistra". Secondo l'analisi dell'agenzia di intelligence interna tedesca, il Gruppo Vulcano è di natura anarchica e si concentra principalmente su questioni relative al cambiamento climatico e all'attivismo ambientale.
Il tempismo dell'attacco ha aggravato la crisi, con il tempo nevoso e le temperature gelide che rallentano significativamente gli sforzi di ripristino. Mentre circa 2.000 famiglie nel distretto di Lichterfelde hanno riacquistato l'elettricità domenica sera, molti residenti a Nikolassee, Zehlendorf e Wannsee potrebbero dover aspettare fino a giovedì per il ripristino completo del servizio elettrico.
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