Un’équipe dell’Università della California a San Francisco ha dimostrato che un impianto cerebrale può decodificare insieme parole e gesti intenzionali, così da permettere a persone con paralisi di comunicare con un avatar digitale. Nature Portfolio ne dà notizia il 15 settembre; lo studio è apparso su Nature Neuroscience il 14 settembre.
L’équipe di Edward Chang ha registrato l’attività cerebrale di tre partecipanti con difficoltà di parola e movimento. Secondo l’articolo, due hanno partecipato agli esperimenti con l’avatar: uno dopo un ictus del tronco encefalico, l’altro con sclerosi laterale amiotrofica. Il sistema mostrava il parlato decodificato come testo, mentre un avatar personalizzato a figura intera eseguiva i gesti.
È una griglia di 253 elettrodi, inserita chirurgicamente sulla superficie cerebrale, a rilevare segnali di parola e movimenti della parte superiore del corpo. L’apprendimento automatico li traduceva in comandi. I partecipanti tentavano frasi e gesti sia separati sia insieme; nelle prove simultanee c’erano cinque frasi e quattro gesti per uno, dieci di ciascun tipo per l’altro.
L’équipe ha rilevato che allenare il sistema solo su parole o gesti non è sufficiente per trasferire con affidabilità la capacità alle due azioni insieme, perché gli schemi neurali si sovrappongono in parte e cambiano con il compito. Usare tentativi isolati e simultanei migliorava la qualità dei risultati. Un ulteriore addestramento riduceva le attivazioni quando era voluta soltanto l’altra modalità.
Il risultato è una prova di fattibilità di una comunicazione più espressiva, secondo gli autori. Non è però una dimostrazione di conversazione senza limiti: frasi e gesti erano pochi, così come le prove delle dimostrazioni conversazionali. L’articolo chiede gruppi più grandi e vocabolari più ampi per valutare la possibilità di estendere l’approccio.
Gli istituti nazionali di sanità statunitensi, finanziatori della ricerca, precisano che i sensori erano collegati via cavo a processori esterni. Chang ha detto che il prossimo passo sarà provare una versione senza fili interamente impiantabile. È un’attività prevista: quanto già pubblicato riguarda il sistema sperimentale cablato e la possibilità di unire parole e linguaggio corporeo.
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