La Commissione d'Appello della Confederazione Africana di Calcio (CAF) ha ufficialmente tolto al Senegal il titolo della Coppa d'Africa 2025 e ha dichiarato il Marocco campione del continente. La decisione, già considerata storica, è stata annunciata il 17 marzo 2026 e rappresenta uno dei ribaltamenti più clamorosi nella storia del calcio africano. Con questa sentenza è stato annullato il risultato della finale giocata il 18 gennaio 2026 allo Stadio Moulay Abdallah di Rabat, dove il Senegal aveva ottenuto una vittoria per 1-0 ai tempi supplementari.
La controversia è nata negli ultimi minuti dei tempi regolamentari della finale. L'arbitro aveva assegnato un calcio di rigore a favore del Marocco, scatenando una reazione senza precedenti da parte dei giocatori senegalesi. L'intera squadra aveva abbandonato il campo di gioco in segno di protesta, con il pieno sostegno del proprio allenatore. Dopo un lungo periodo di tensione e trattative, la nazionale del Senegal è tornata sul terreno di gioco. Brahim Diaz, incaricato di calciare il rigore per il Marocco, ha però sbagliato. La partita è proseguita ai tempi supplementari, dove Pape Gueye ha segnato il gol decisivo, regalando al Senegal quella che sembrava essere una vittoria già entrata nella leggenda.
Tuttavia, la Fédération Royale Marocaine de Football (FRMF) ha presentato immediatamente un ricorso formale presso la CAF, sostenendo che il comportamento dei giocatori senegalesi costituiva una violazione gravissima del regolamento della competizione. La FRMF ha affermato che il rifiuto temporaneo di giocare equivaleva a un abbandono della partita secondo le norme del torneo e che il risultato doveva perciò essere ribaltato a favore del Marocco.
La Commissione d'Appello della CAF ha dichiarato il ricorso ammissibile nella forma e lo ha accolto nel merito. Basandosi sugli articoli 82 e 84 del Regolamento della CAN, la commissione ha stabilito che l'abbandono temporaneo del campo da parte dei giocatori senegalesi costituiva motivo di forfait. La precedente decisione della Commissione Disciplinare della CAF, che aveva permesso al Senegal di mantenere il titolo, è stata così annullata. È stata registrata una vittoria amministrativa per 3-0 a favore del Marocco.
Questa decisione rende il Marocco campione della Coppa d'Africa per la seconda volta nella sua storia. Il primo titolo continentale risale al 1976, quasi cinquant'anni fa. Per il Senegal, la realtà di questo ribaltamento è devastante: la nazione dell'Africa occidentale perde ciò che i suoi giocatori e tifosi avevano già celebrato come la più grande conquista del calcio senegalese. La possibilità di un ulteriore ricorso è al momento incerta.
La decisione ha provocato un'onda d'urto in tutto il panorama calcistico africano e oltre. Le reazioni delle federazioni, dei giocatori e dei tifosi di tutto il continente sono state immediate e profondamente polarizzate. I sostenitori del Marocco ritengono che le regole debbano essere rispettate indipendentemente dalle circostanze, perché la qualità della competizione dipende dalla disciplina. I sostenitori del Senegal, però, considerano la sanzione sproporzionata rispetto all'infrazione e parlano di un'ingiustizia che sarà difficile da accettare.
Mentre la situazione si stabilizza dopo questa sentenza senza precedenti, restano aperti interrogativi sulle conseguenze a lungo termine per la società calcistica africana, per la governance dei tornei e per la condotta dei giocatori nelle grandi competizioni della CAF. Questa vicenda alimenterà sicuramente il dibattito sulla necessità di trovare un equilibrio tra l'applicazione rigorosa dei regolamenti e lo spirito di competizione leale, un tema che continuerà a far discutere per molto tempo.
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