Le squadre di emergenza colombiane hanno portato lunedì al 75% il contenimento di un vasto incendio vicino alla città storica di Villa de Leyva, dopo che le fiamme hanno interessato circa 338 ettari di vegetazione montana, secondo le autorità. Il rogo, iniziato sabato nell'area di La Castellana e sul colle San Marcos, nel dipartimento di Boyacá, ha già provocato la dichiarazione di calamità pubblica, evacuazioni preventive e la sospensione delle lezioni in presenza. Fino a lunedì non risultavano feriti né abitazioni distrutte, però una struttura ricettiva e alcuni sentieri turistici hanno subìto danni.
L'Unità nazionale per la gestione del rischio di catastrofi ha precisato che coordina la risposta con enti nazionali e locali. Circa 500 tra vigili del fuoco, poliziotti, militari, membri della protezione civile e della Croce Rossa, residenti e volontari hanno lavorato a terra, mentre più elicotteri hanno scaricato acqua su un territorio difficile. Nella fase iniziale quattro velivoli hanno effettuato circa 170 lanci, pari a più o meno 240.000 litri, secondo il governatore di Boyacá Carlos Amaya. I venti forti hanno però riacceso più focolai e reso difficile l'accesso ai pendii più alti.
L'incendio è arrivato a poche centinaia di metri dalle aree abitate e ha minacciato gli hotel situati sopra la piazza centrale di Villa de Leyva. Le squadre hanno protetto il centro coloniale e lunedì il fronte più attivo si è spostato dal quartiere storico verso le alture ai confini con Chíquiza e Sáchica. Ciò ha ridotto il pericolo immediato per gli edifici, però ha avvicinato le fiamme al santuario di flora e fauna di Iguaque, un ecosistema di páramo, foresta altoandina e laghi glaciali che copre 6.889 ettari.
Le autorità stanno indagando sulla causa. Il ministro dell'Ambiente Fabio Arjona ha dichiarato che le informazioni preliminari indicano la possibilità di un atto intenzionale, mentre i responsabili di Boyacá hanno già offerto fino a 45 milioni di pesos colombiani per informazioni, qualora venga confermata una responsabilità penale. Non risultano arresti e le autorità hanno sottolineato che l'ipotesi è ancora da verificare. Vegetazione secca, topografia ripida e venti intensi hanno così favorito la propagazione dopo l'innesco.
L'emergenza è parte di un aumento più ampio degli incendi in Colombia. L'agenzia nazionale per le catastrofi ha riferito che le autorità seguivano 27 incendi boschivi, 19 dei quali ancora attivi, mentre il servizio meteorologico aveva posto 279 comuni sotto qualche livello di allerta e 36 in allerta rossa. Dati pubblici citati da Associated Press indicano che 438 incendi hanno già colpito circa 7.153 ettari in 191 comuni tra il 16 giugno e il 6 agosto. Anche il vicino Ecuador combatteva più roghi, dopo che oltre 21.800 ettari sono bruciati quest'anno.
Le prospettive regionali restano perciò preoccupanti mentre El Niño si rafforza nel Pacifico tropicale. Il fenomeno climatico può ridurre le piogge e aumentare le temperature in alcune parti della Colombia, rendendo la vegetazione più secca e facilitando così l'espansione delle fiamme; gli esperti prevedono il periodo di rischio più elevato tra ottobre e aprile. Nonostante il contenimento stimato al 75%, a Villa de Leyva restano focolai attivi da spegnere. Le operazioni proseguiranno affinché il perimetro sia sicuro e sarà poi possibile valutare i danni ambientali.
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