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Le domande per l'eolico inglese toccano il massimo da dieci anni

Pubblicato il 24 agosto 2026 0 visualizzazioni

Le domande per nuovi parchi eolici terrestri in Inghilterra hanno raggiunto il livello annuale più alto degli ultimi dieci anni, secondo un'analisi di dati pubblici britannici diffusa domenica da The Guardian. Circa 45 proposte sono entrate nel sistema di pianificazione nell'anno concluso a marzo 2026, segnando una netta ripresa dopo che il governo ha eliminato restrizioni che avevano già quasi fermato i nuovi progetti inglesi.

L'analisi è basata sulla Renewable Energy Planning Database, banca dati pubblica che segue ogni attività dalla domanda alla costruzione e all'operatività. La capacità eolica terrestre proposta è più che triplicata dopo che il governo laburista ha tolto il divieto di fatto poco dopo l'arrivo al potere nel 2024. La media mobile su dodici mesi è salita da circa 9 megawatt al mese prima della svolta a più o meno 36 MW mensili all'inizio del 2026.

La ripresa è ancora più evidente rispetto al minimo precedente a settembre 2023, quando le domande erano pari a circa 1 MW al mese. Dalla fine delle restrizioni, gli sviluppatori hanno proposto 438 MW in Inghilterra, contro 490 MW in Galles e 5.280 MW in Scozia. L'attività è così tornata nella realtà inglese, però la possibilità di sviluppo resta molto inferiore rispetto alla più ampia pipeline scozzese.

Le proposte inglesi sono inoltre più piccole. Il progetto medio presentato dalla svolta ha due turbine e 8 MW di capacità, mentre quello scozzese ne ha nove e 59 MW. Soltanto un progetto inglese oltre 100 MW è entrato in pianificazione nel periodo, contro 18 in Scozia. Il progetto Imerys da 20 MW vicino alla città di St Austell, in Cornovaglia, è il più grande parco terrestre inglese ad avere già ottenuto un sussidio pubblico dopo la fine delle restrizioni.

Un portavoce del governo britannico ha spiegato che la politica precedente limitava una tecnologia che può rafforzare la sicurezza energetica, favorire la crescita e ridurre le bollette. L'esecutivo ha ricordato il sostegno al più grande progetto inglese sovvenzionato da un decennio e la possibilità, per aziende agricole e fabbriche, di installare una piccola turbina senza domanda completa. Queste novità fanno parte di un'attività più vasta per accelerare l'elettricità rinnovabile.

Tara Singh, amministratrice delegata di RenewableUK, ha indicato che l'eolico terrestre è fra le nuove fonti più economiche e può essere costruito rapidamente, riducendo così l'esposizione ai prezzi instabili del gas. L'associazione stima che la filiera nazionale potrà aggiungere fino a 56 miliardi di sterline all'economia entro il 2050; circa il 70% della spesa complessiva degli sviluppatori resterà nel Regno Unito. L'aumento è però un segnale iniziale: serviranno ancora permessi, finanziamenti e connessioni alla rete affinché i progetti possano produrre energia.

Fonti: The Guardian, UK Renewable Energy Planning Database, UK government, RenewableUK

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