ExxonMobil e Chevron hanno comunicato venerdì più di 26 miliardi di dollari di utili complessivi nel secondo trimestre, perché prezzi del petrolio più alti e margini di raffinazione più forti hanno sostenuto le due maggiori compagnie petrolifere internazionali degli Stati Uniti durante le difficoltà legate al conflitto iraniano. Exxon ha guadagnato 14,5 miliardi e Chevron 12,1 miliardi, secondo le società e Axios.
L'utile di Exxon è più che raddoppiato rispetto ai 7,1 miliardi di un anno fa ed è già salito nettamente dai 4,2 miliardi del primo trimestre. Il risultato di Chevron è quasi cinque volte i 2,5 miliardi dello stesso periodo del 2025. I conti riguardano aprile, maggio e giugno, quando le possibilità di spedire petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz si sono ridotte, spingendo più in alto i prezzi mondiali del greggio e dei carburanti.
Exxon ha indicato un utile di 3,48 dollari per azione, un flusso di cassa operativo di 23,6 miliardi e un flusso di cassa libero di 17,2 miliardi. La società ha restituito 9,4 miliardi agli azionisti con dividendi e riacquisti. La produzione, escluse le attività colpite in Medio Oriente, è arrivata al livello più alto da oltre vent'anni, grazie anche al record di più di 1,8 milioni di barili equivalenti al giorno nel bacino Permiano.
Chevron ha beneficiato sia del greggio più caro sia di un'economia della raffinazione più favorevole. Secondo informazioni indipendenti, l'utile trimestrale delle raffinerie è aumentato di circa sei volte, benché il gruppo abbia lavorato meno greggio e venduto meno prodotti. Exxon ha ottenuto anche una produzione record di diesel per il secondo trimestre; però la manutenzione ha frenato i risultati e il titolo ha chiuso in calo dello 0,97% dopo un utile inferiore alle attese, secondo Axios.
I dati mostrano così gli effetti economici disuguali dello shock dell'offerta. AP News ha riferito che la benzina normale costava in media 4,10 dollari al gallone questa settimana negli Stati Uniti, circa un dollaro in più di un anno fa, mentre sono aumentati anche diesel e carburante aereo. Le compagnie non fissano il prezzo del greggio, poiché contano offerta, domanda e scambi, però le loro reti integrate hanno permesso margini più ampi. Gli investitori seguiranno adesso prezzi, rotte marittime e attività delle raffinerie per capire se questa redditività potrà durare.
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