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Incendio a bordo della USS Gerald R. Ford nel Mar Rosso: due marinai feriti, la portaerei resta operativa

Pubblicato il 12 marzo 2026 862 visualizzazioni

Un incendio è scoppiato a bordo della USS Gerald R. Ford (CVN 78), la più grande portaerei al mondo, mentre operava nel Mar Rosso il 12 marzo 2026. Secondo una dichiarazione ufficiale delle Forze Navali statunitensi del Comando Centrale e della Quinta Flotta americana, le fiamme si sono originate negli spazi principali della lavanderia della nave. Due marinai statunitensi hanno riportato ferite non gravi e si trovano attualmente in condizioni stabili, già sottoposti a cure mediche a bordo.

La Marina statunitense ha confermato che l'incendio è stato completamente contenuto e che non ci sono danni all'impianto di propulsione della nave. La portaerei rimane pienamente operativa, poiché tutte le operazioni di volo e i sistemi di combattimento non sono stati compromessi dall'incidente. Le autorità hanno sottolineato che l'incendio non è legato ad attività di combattimento, dissipando così ogni possibile speculazione che collegasse il rogo alle operazioni militari in corso nella regione.

Il gruppo d'attacco della portaerei Gerald R. Ford è attualmente dispiegato nel Mar Rosso a sostegno dell'Operazione Epic Fury, la campagna militare congiunta americano-israeliana contro l'Iran. Si tratta del secondo dispiegamento del Ford a supporto di tale operazione, mentre il conflitto si avvicina alla fine della sua seconda settimana. Il gruppo d'attacco svolge un ruolo fondamentale nella proiezione della potenza navale americana attraverso questa via d'acqua strategicamente vitale, perciò la sua continuità operativa è di importanza cruciale.

La USS Gerald R. Ford, entrata in servizio nel 2017, è la nave capoclasse della classe Ford e rappresenta la portaerei più avanzata mai costruita nella storia. Con un dislocamento superiore alle 100.000 tonnellate e una lunghezza di oltre 335 metri, l'unità navale ospita un equipaggio di circa 4.500 marinai e può lanciare aeromobili grazie al suo sistema di catapulta elettromagnetica di ultima generazione. La nave ha attraversato il Canale di Suez intorno al 7 marzo, dopo aver trascorso più di 250 giorni consecutivi in mare. Si è trattato di un'impresa straordinaria di resistenza, sia per la nave sia per il suo equipaggio, che dimostra le capacità eccezionali di questa imbarcazione.

Gli incendi a bordo di grandi navi da guerra, però, non sono rari, considerata la complessità delle operazioni navali e l'enorme quantità di attrezzature e personale presente. Le strutture di lavanderia sulle portaerei gestiscono carichi di lavoro enormi ogni giorno, trattando migliaia di chilogrammi di indumenti e biancheria per l'equipaggio. La Marina mantiene protocolli rigorosi di lotta antincendio e procedure di controllo dei danni che consentono agli equipaggi di reagire rapidamente a tali emergenze, perché la sicurezza è sempre la priorità più alta.

La natura non bellica dell'incidente costituisce una distinzione significativa, data l'intensificazione delle tensioni nella regione. Il Mar Rosso è diventato un punto focale delle operazioni militari, poiché gli Stati Uniti e i loro alleati continuano a condurre attacchi nell'ambito dell'Operazione Epic Fury. Il gruppo d'attacco del Gerald R. Ford, che comprende cacciatorpediniere e incrociatori lanciamissili, fornisce capacità sia offensive sia difensive in questo teatro operativo. La realtà è che la presenza di questa flotta è già determinante per gli equilibri nella regione.

Le Forze Navali statunitensi del Comando Centrale hanno dichiarato che la nave continuerà la sua missione senza interruzioni. I due marinai feriti dovrebbero riprendersi completamente e la possibilità di un ritorno in servizio è già stata confermata. Un'indagine sulla causa dell'incendio è prevista, benché non siano stati resi noti ulteriori dettagli per il momento. L'incidente evidenzia i rischi intrinseci che i militari affrontano a bordo delle navi da guerra, anche al di fuori di situazioni di combattimento diretto, e ricorda quanto sia fondamentale la preparazione costante dell'equipaggio per affrontare ogni tipo di emergenza.

Fonti: Reuters, USNI News, U.S. Naval Forces Central Command, DVIDS

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