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Hezbollah colpisce all'interno di Israele per la prima volta dal cessate il fuoco mentre Israele uccide 18 persone in Libano

Pubblicato il 9 maggio 2026 897 visualizzazioni

Hezbollah ha messo in atto una drammatica escalation venerdì, rivendicando la responsabilità di 26 attacchi separati, tra cui due colpi che hanno raggiunto il territorio israeliano. Gli attacchi transfrontalieri rappresentano la prima volta che il gruppo militante ha colpito all’interno di Israele dall’istituzione del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti a metà aprile. La gravità della situazione è evidente, perché solleva serie preoccupazioni sulla durabilità e sulla stabilità dell’accordo di tregua già fragile.

L’attacco contro una base militare israeliana ha segnato la prima rivendicazione pubblica di Hezbollah di un colpo riuscito dall’entrata in vigore della tregua diverse settimane fa. Il gruppo ha presentato le operazioni come misure difensive, sostenendo che ciò è stato necessario in risposta alla continua attività militare israeliana nel sud del Libano. I funzionari militari israeliani hanno confermato gli attacchi però hanno minimizzato i danni, dichiarando che i sistemi di difesa aerea avevano già intercettato diversi proiettili.

Israele ha risposto con forza devastante, lanciando attacchi aerei attraverso il sud del Libano che hanno ucciso almeno 18 persone secondo le autorità sanitarie libanesi. Gli attacchi hanno preso di mira ciò che le Forze di Difesa Israeliane hanno descritto come infrastrutture militari di Hezbollah, sebbene i soccorritori abbiano segnalato vittime civili tra i morti. La verità è che la violenza rappresenta la violazione più significativa del cessate il fuoco dalla sua istituzione, e la possibilità di un’ulteriore escalation è ormai concreta.

L’escalation arriva in un momento particolarmente delicato per la diplomazia regionale. Gli Stati Uniti stanno attualmente attendendo una risposta formale dall’Iran a una proposta di pace globale in 14 punti che è già oggetto di discussione da settimane. La proposta richiederebbe all’Iran di impegnarsi a non sviluppare mai armi nucleari e a interrompere le attività di arricchimento dell’uranio per un periodo di 12 anni, una condizione che Teheran non ha ancora accettato né rifiutato.

I funzionari iraniani hanno indicato che stanno esaminando attentamente i termini dell’accordo, che affronta anche più ampi accordi di sicurezza regionale. Fonti diplomatiche suggeriscono che la rinnovata violenza tra Hezbollah e Israele potrebbe complicare i negoziati, poiché Teheran mantiene un’influenza significativa sul gruppo armato libanese. Ciò che è certo è che il momento degli attacchi ha portato alcuni analisti a ipotizzare possibili collegamenti tra l’escalation militare e il processo diplomatico, benché non vi siano ancora prove definitive.

Nel frattempo, scontri sporadici tra le forze navali iraniane e statunitensi continuano nello Stretto di Hormuz, aggiungendo un ulteriore livello di tensione alla situazione regionale già volatile. Negli ultimi giorni sono stati segnalati diversi incidenti con colpi di avvertimento e incontri ravvicinati tra imbarcazioni, sebbene nessuna delle due parti abbia riconosciuto vittime di questi scontri. La realtà è che ogni incidente accresce la pericolosità della situazione.

La comunità internazionale ha chiesto un’immediata de-escalation su tutti i fronti. Il Coordinatore Speciale delle Nazioni Unite per il Libano ha esortato entrambe le parti a impegnarsi nuovamente per i termini del cessate il fuoco, mentre i leader europei hanno espresso allarme per il rapido deterioramento delle condizioni di sicurezza nella regione. La necessità di una soluzione diplomatica è più urgente che mai, e la comunità internazionale verrà chiamata a svolgere un ruolo decisivo nei prossimi giorni.

Fonti: Al Jazeera, CNN, Time, Washington Post

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