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Hong Kong condanna per sovversione i leader delle veglie di Tiananmen

Pubblicato il 21 agosto 2026 0 visualizzazioni

L'Alta Corte di Hong Kong ha dichiarato venerdì gli attivisti Lee Cheuk-yan e Chow Hang-tung colpevoli di incitamento alla sovversione in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nel 2020. È stata condannata anche la disciolta Alleanza di Hong Kong a sostegno dei movimenti democratici patriottici della Cina, che organizzava le veglie annuali di Tiananmen, secondo Reuters, Associated Press e il governo della città.

Lee, 69 anni, e Chow, 41, si erano dichiarati non colpevoli dell'accusa, per la quale è prevista una pena massima di dieci anni di carcere. Un terzo ex dirigente dell'Alleanza, Albert Ho, si è già dichiarato colpevole all'apertura del processo a gennaio ed è stato condannato. La corte ha rinviato a venerdì prossimo le argomentazioni sulle attenuanti, ha riferito il governo, perciò le pene verranno decise più avanti.

I tre giudici per la sicurezza nazionale hanno concluso che lo storico appello dell'Alleanza a porre fine alla dittatura di un solo partito mirava a rovesciare o indebolire il ruolo guida del Partito comunista cinese definito dalla Costituzione. Secondo AP, i giudici hanno interpretato la campagna e i messaggi pubblici come un'attività volta a spingere altri alla sovversione del potere statale. Gli imputati hanno però sostenuto che si trattava di libertà d'espressione politica, né di realtà operativa né di un piano di rovesciamento.

Per tre decenni l'Alleanza ha tenuto nel Victoria Park una veglia a lume di candela per ricordare le persone uccise quando le truppe cinesi repressero le proteste studentesche a Pechino il 4 giugno 1989. L'evento attirava spesso decine di migliaia di persone ed era descritto come la più grande, e pressoché unica, commemorazione pubblica della repressione sul suolo cinese. Le autorità l'hanno vietata dal 2020, inizialmente per le restrizioni sanitarie, e l'Alleanza si è sciolta nel 2021 durante un'indagine di sicurezza.

Il capo dell'esecutivo John Lee ha accolto con favore il verdetto e ha affermato che gli imputati volevano alimentare ostilità verso il governo centrale e il Partito comunista. La sua amministrazione ha respinto le critiche secondo cui il processo danneggerebbe i diritti e l'indipendenza giudiziaria. I critici della legge sostengono invece che il caso dimostra come le autorità abbiano già ristretto l'espressione politica e smantellato un movimento democratico un tempo molto più visibile.

La decisione è tra i casi di sicurezza nazionale più seguiti a Hong Kong e amplia le conseguenze legali legate alla memoria pubblica di Tiananmen. Gli imputati attendono ora l'udienza sulle attenuanti e la sentenza; il verdetto potrà così intensificare l'attenzione internazionale sull'equilibrio fra gli obblighi di sicurezza rivendicati dalla città e le libertà promesse dal suo sistema giuridico distinto.

Fonti: Reuters, Associated Press, Hong Kong SAR Government, The Guardian

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