I democratici della Camera stanno preparando un'ampia strategia d'indagine su società e interessi finanziari collegati al presidente Donald Trump, qualora il partito conquisti la maggioranza a novembre. Reuters lo ha riferito l'8 agosto citando quattro persone a conoscenza delle discussioni. L'approccio iniziale è orientato più alla vigilanza e all'accertamento dei fatti che a un tentativo immediato di destituire il presidente.
La preparazione riflette i poteri che una maggioranza alla Camera darebbe ai democratici: dirigere le commissioni, chiedere documenti ed emettere citazioni. Secondo Reuters, tra i possibili temi ci sono appaltatori, donatori e veicoli finanziari legati alla realtà politica e commerciale di Trump. Un'area potrà riguardare 1789 Capital, società di capitale di rischio di cui Donald Trump Jr. è socio, così come gli investimenti di fondi sovrani esteri in entità collegate alla famiglia Trump.
Le discussioni sono ancora preliminari e dipendono interamente dall'esito delle elezioni di metà mandato di novembre. I democratici dovranno conquistare la Camera prima di nominare i presidenti delle commissioni e controllare l'attività d'indagine. Semafor ha riferito a giugno che progressisti e centristi sono già ampiamente d'accordo sull'uso dei documenti societari per esaminare i rapporti con l'amministrazione, poiché le aziende private hanno l'obbligo legale di rispondere alle citazioni del Congresso.
Il leader democratico Hakeem Jeffries ha dichiarato a giugno che il partito non esclude la possibilità di una destituzione, secondo Reuters, però ha sottolineato che l'attenzione è rivolta alle difficoltà economiche delle famiglie. Le persone coinvolte nella preparazione hanno spiegato che la destituzione potrà diventare un'opzione se emergeranno prove di un illecito rilevante, ma non sarà il primo passo. Pete Aguilar, presidente del gruppo democratico, ha già affermato che gli elettori guardano al costo della vita, alla sanità e alla responsabilità pubblica.
La Casa Bianca ha respinto il più vasto progetto di controllo democratico. Commentando precedenti notizie su piani simili, la portavoce Anna Kelly ha difeso i consiglieri dell'amministrazione e ha definito le proposte una mossa politica per ottenere visibilità, secondo Semafor. Anche alcuni democratici hanno però invitato alla cautela, perché ogni verifica dovrà seguire le prove e restare concentrata su questioni di più ampia rilevanza pubblica.
La strategia accresce così l'importanza delle elezioni, perché il controllo della Camera deciderà se i democratici avranno poteri d'indagine vincolanti. Finché i voti non saranno contati, obiettivi e portata potranno cambiare, e nessuna delle inchieste descritte è già iniziata. Il prossimo passaggio decisivo sarà perciò il voto di novembre e, se arriverà una maggioranza democratica, l'organizzazione delle commissioni nel nuovo Congresso.
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