Il ministro indiano dell'Istruzione Dharmendra Pradhan si è dimesso sabato dopo più settimane di proteste nazionali guidate dai giovani contro presunte fughe di notizie e irregolarità negli esami d'ingresso più competitivi. L'uscita è la prima grande concessione del governo del premier Narendra Modi al movimento, che aveva già indicato le dimissioni di Pradhan come priorità assoluta.
Pradhan ha annunciato sui social di aver consegnato le dimissioni a Modi. Ha riconosciuto irregolarità nell'esame medico NEET-UG del 3 maggio e ha spiegato che il governo ha affidato l'indagine al Central Bureau of Investigation, ha annullato la prova e ha organizzato un nuovo esame il 21 giugno per più di due milioni di candidati.
Le proteste sono state organizzate dal movimento satirico Cockroach Janta Party. Nate dalla richiesta di una riforma dell'istruzione, si sono però estese a disoccupazione, corruzione, possibilità economiche e responsabilità del governo. Secondo l'Associated Press, studenti, professionisti, famiglie e attivisti hanno partecipato alle manifestazioni a Nuova Delhi e in altre città.
La tensione è aumentata il 20 luglio, quando la polizia ha usato gas lacrimogeni e manganelli contro migliaia di dimostranti diretti verso il Parlamento. Reuters ha riferito che la polizia ha sparato di nuovo lacrimogeni mentre Pradhan annunciava l'addio. Il governo aveva già promesso tribunali rapidi; il gabinetto ha inoltre approvato una proposta con pene fino a dieci anni e multe fino a 100 milioni di rupie.
Poche ore dopo, i responsabili della protesta hanno annunciato che avrebbero concluso l'agitazione in buona fede dopo colloqui con ministri federali. Al Jazeera ha riferito che il movimento ha ricevuto garanzie sull'indennità per le famiglie degli studenti morti per suicidio nella crisi e sull'assenza di azioni punitive contro i partecipanti. Il leader dell'opposizione Rahul Gandhi ha accolto le dimissioni, però ha chiesto responsabilità per l'intervento della polizia.
Pradhan, alto dirigente del Bharatiya Janata Party di Modi e ministro già dal 2014, guidava l'Istruzione dal 2021. Il governo passerà a un esame medico informatizzato l'anno prossimo, mentre l'inchiesta e le riforme legislative sono ancora in corso. Modi dovrà scegliere una nuova guida per un ministero che è sotto forte pressione perché la credibilità degli esami nazionali sarà una priorità politica decisiva.
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