La Giamaica presenterà lunedì a Londra una petizione a re Carlo III perché, nella qualità di capo dello Stato giamaicano, rinvii tre questioni giuridiche sulla schiavitù transatlantica al Comitato giudiziario del Consiglio privato. La delegazione governativa, guidata dalla ministra della Cultura Olivia Grange, afferma che è la prima volta che uno Stato del Commonwealth usa questa procedura per la giustizia riparativa.
La richiesta chiede se il trasporto forzato e la schiavitù degli africani in Giamaica violassero il diritto comune inglese, se tali atti fossero crimini contro l'umanità dei quali la Gran Bretagna è responsabile e se il Regno Unito abbia l'obbligo di offrire un rimedio ai giamaicani. Il ministero della Cultura ha però chiarito che la petizione non è già una richiesta di pagamento.
L'iniziativa si fonda sulla legge del 1833 sul Comitato giudiziario, che dà al monarca la possibilità di sottoporre questioni legali all'organo di Londra per un parere consultivo. Il Consiglio privato è tuttora la più alta corte d'appello della Giamaica. Benché il testo sia rivolto a Carlo, l'Associated Press riferisce che il re non può decidere personalmente e agirà su consiglio del governo britannico.
Grange ha spiegato che la Giamaica vuole risposte autorevoli affinché i suoi avvocati possano decidere quale sarà il passo successivo. La delegazione incontrerà anche parlamentari britannici e il British Museum per discutere il rientro di beni culturali portati via durante l'epoca coloniale. Domenica, un servizio commemorativo nel sud di Londra ha già aperto il programma di attività.
La data ricorda la Zong, nave negriera registrata a Liverpool che partì dall'Africa occidentale il 6 settembre 1781 con 442 africani ridotti in schiavitù. Quando l'acqua iniziò a scarseggiare, l'equipaggio gettò in mare almeno 132 persone perciò da poterne reclamare il valore all'assicurazione. L'indignazione per il massacro rafforzò l'abolizionismo; la Gran Bretagna fermò la tratta nel 1807 e abolì la schiavitù in gran parte dell'impero nel 1834.
Londra ha riconosciuto l'orrore della schiavitù, però ha respinto sia le scuse sia le riparazioni e a marzo si è astenuta su una risoluzione dell'ONU. Carlo ha già parlato della necessità di affrontare i torti storici, senza sostenere pagamenti. La petizione può così spostare una campagna politica sul piano legale e potrà intensificare il dibattito sul progetto del premier Andrew Holness perché la Giamaica diventi una repubblica e non abbia più il monarca come capo dello Stato.
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