La vicepresidente delle Filippine Sara Duterte ha già pagato la cauzione presso il tribunale regionale di Quezon City, nell'area di Manila, sabato 5 settembre, dopo che una giudice aveva emesso il giorno prima un mandato d'arresto per tre capi d'accusa relativi a gravi minacce. Secondo Associated Press, il personale del tribunale le ha preso le impronte e l'ordine è stato revocato dopo il pagamento di 360.000 pesos, circa 5.740 dollari. Duterte nega le accuse e resterà in libertà mentre il procedimento penale andrà avanti.
Le contestazioni derivano dalle parole pronunciate da Duterte durante una conferenza stampa online nel 2024, quando l'alleanza con il presidente Ferdinand Marcos Jr. era già in crisi. I pubblici ministeri sostengono che abbia descritto un accordo affinché un sicario uccidesse Marcos, la first lady Liza Araneta Marcos e l'allora presidente della Camera Martin Romualdez, qualora lei stessa fosse uccisa. Duterte ha però affermato in seguito che esprimeva timori per la propria sicurezza e non minacciava il presidente.
La sezione 98 del tribunale regionale di Quezon City ha fissato una cauzione di 120.000 pesos per ciascun capo. La Philippine News Agency e Philstar, citando il ministero della Giustizia, hanno riferito che la corte ha rilevato motivi sufficienti per portare Duterte a processo e ha respinto la sua richiesta di rinviare o revocare il mandato e annullare l'atto d'accusa. Il suo avvocato Paul Lawrence Lim ha dichiarato che userà tutti i rimedi legali disponibili e che la vicepresidente non cercherà di sottrarsi alla legge.
All'esterno del tribunale Duterte ha detto ai giornalisti di non sentirsi al sicuro e ha accusato la polizia di molestare lei e le persone presenti nella sua abitazione, un'affermazione che però le fonti non hanno verificato in modo indipendente. Ha mostrato l'ordinanza che revocava il mandato e ha chiesto ai cronisti di accompagnarla fino all'auto. Il palazzo presidenziale ha comunicato venerdì che rispetta la decisione della corte, mentre il ministero della Giustizia ha già ribadito l'impegno per la legalità.
Il procedimento penale rende più profondo lo scontro politico tra due famiglie che si erano unite per vincere le elezioni del 2022. Marcos e Duterte erano candidati insieme, ma sono poi diventati rivali. La Camera dei rappresentanti, controllata dagli alleati di Marcos, ha già messo Duterte sotto impeachment a maggio per accuse che comprendono uso improprio di fondi riservati, ricchezza non spiegata e le stesse minacce. Il Senato ha aperto a luglio il processo televisivo, che è distinto dalla causa penale e sarà seguito pubblicamente.
La posta in gioco riguarda anche le presidenziali del 2028, quando Marcos lascerà l'incarico dopo il mandato di sei anni. Associated Press riferisce che una condanna può escludere Duterte in modo permanente dalle cariche pubbliche e impedirle così di candidarsi alla presidenza, benché il tribunale non abbia ancora deciso sulla colpevolezza. La cauzione elimina per ora la possibilità di detenzione legata a questo mandato; però la difesa sui tre capi e l'impeachment parallelo resteranno attività decisive, così da determinarne il futuro politico.
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