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Il Nicaragua esclude gli oppositori e allunga il mandato presidenziale

Pubblicato il 3 settembre 2026 0 visualizzazioni

L'Assemblea nazionale del Nicaragua, controllata dal governo, ha approvato in prima lettura una riforma costituzionale che escluderebbe dalle elezioni oppositori definiti in modo molto ampio e porterebbe da sei a sette anni il mandato presidenziale e quelli di altre alte cariche. Il voto unanime si è svolto martedì a León e il progetto è stato promosso dai copresidenti Daniel Ortega e Rosario Murillo.

L'emendamento stabilisce che le persone qualificate come traditori della patria, così come quelle ritenute legate a un tentativo di colpo di Stato, a finanziamenti esteri o ad attività contro la sovranità nazionale, non potranno candidarsi, né assumere incarichi pubblici per nomina, né dirigere partiti. Le autorità presentano queste norme come una difesa dall'ingerenza straniera; però gli osservatori dei diritti umani affermano che il linguaggio dà al governo più possibilità di escludere concorrenti reali.

Il periodo di sette anni si applicherebbe alla copresidenza, ai deputati, ai sindaci e agli altri eletti, oltre che alle più alte autorità giudiziarie ed elettorali e ai vertici dell'esercito e della polizia. Reuters, AP ed EFE riferiscono che la modifica rinvia il prossimo voto presidenziale e prolunga i mandati già in corso, benché le ricostruzioni differiscano sulla possibilità che le prossime elezioni nazionali si tengano alla fine del 2027 oppure nel 2028.

La misura non è ancora in vigore, perché in Nicaragua una modifica costituzionale deve ricevere l'approvazione in due legislature distinte. Murillo ha dichiarato che una seconda votazione inizierà il 18 gennaio 2027. Il Fronte sandinista di liberazione nazionale controlla già il Parlamento, perciò l'approvazione definitiva è molto probabile; la ratifica restante sarà però un passaggio giuridico essenziale.

Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha invitato mercoledì i partner internazionali a porre fine alle normali relazioni con il governo nicaraguense e ha detto che Washington promuoverà misure nell'Organizzazione degli Stati americani. La Commissione interamericana dei diritti umani aveva già avvertito che la proposta può rendere permanente una realtà di potere senza limiti, ridurre la qualità della competizione politica e indebolire le condizioni per un passaggio democratico.

Ortega, che ha 80 anni, è tornato al potere nel 2007 e governa con Murillo come copresidente dopo una precedente riforma costituzionale. Il Nicaragua vive una crisi politica prolungata dalla repressione delle proteste antigovernative del 2018, quando più di 300 persone morirono secondo osservatori internazionali. La seconda votazione e le possibili attività diplomatiche regionali stabiliranno così quanto rapidamente le nuove regole cambieranno un sistema politico già fortemente limitato.

Fonti: Nicaragua National Assembly, Reuters, Associated Press, EFE, Inter-American Commission on Human Rights, U.S. Department of State

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