Israele ha intensificato il suo assalto militare sul Libano meridionale mercoledì, uccidendo almeno 16 persone e ferendone 58 in una serie di attacchi che hanno incluso anche il primo colpo sulla capitale libanese Beirut da tre settimane. Le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato di aver colpito più di 135 obiettivi di Hezbollah nelle 24 ore precedenti nelle aree di Tiro, nella Valle della Bekaa e nel sud del Libano, compresi 10 siti di lancio razzi, un campo di addestramento di Hezbollah e 15 siti di infrastrutture militari nella sola città di Tiro.
L'escalation è avvenuta poiché Israele ha emesso ordini di sfollamento che coprono vaste aree del Libano meridionale, compresa la storica città costiera di Tiro e le zone circostanti. Ai residenti è già stato ordinato di evacuare immediatamente e di spostarsi a nord del fiume Zahrani, a circa 40 chilometri dal confine libano-israeliano. Gli ordini hanno colpito decine di migliaia di civili, molti dei quali erano già stati sfollati più volte dall'inizio del conflitto, creando così una crisi umanitaria che si aggrava in una regione con infrastrutture limitate per accogliere ulteriori ondate di famiglie sfollate.
Nella città di Sidone, un drone israeliano ha colpito un edificio residenziale che ospitava famiglie sfollate, uccidendo cinque persone e ferendone 21, tra cui cinque bambini. Le autorità sanitarie libanesi hanno riferito che gli attacchi hanno preso di mira aree residenziali, strade e infrastrutture civili in tutto il sud, sollevando preoccupazioni da parte delle organizzazioni umanitarie internazionali sulla proporzionalità delle operazioni militari. È già evidente che la comunità internazionale è profondamente preoccupata, perché il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per il Libano ha chiesto la cessazione immediata degli attacchi sulle aree civili.
L'attacco a un edificio residenziale nei sobborghi meridionali di Beirut ha segnato un'escalation significativa, poiché gli Stati Uniti avevano già fatto pressione su Israele affinché non colpisse la capitale libanese, temendo che tali attacchi potessero far deragliare i negoziati di pace in corso tra Israele e il governo libanese. I funzionari americani stanno lavorando per mediare un cessate il fuoco che separi il fronte libanese dal più ampio conflitto regionale che coinvolge l'Iran, però l'attacco a Beirut suggerisce che i pianificatori militari israeliani considerano gli obiettivi di Hezbollah nella capitale troppo importanti dal punto di vista strategico per essere risparmiati.
L'intensificazione delle operazioni in Libano arriva in un momento delicato per la diplomazia mediorientale, con il presidente Trump che ha dichiarato che non si lascerà mettere fretta per un accordo con l'Iran, mantenendo però la pressione attraverso operazioni militari e sanzioni ampliate. Il Dipartimento del Tesoro ha annunciato nuove sanzioni contro l'Autorità dello Stretto del Golfo Persico iraniano questa settimana. Gli analisti avvertono che i percorsi paralleli di diplomazia ed escalation rischiano di minarsi a vicenda, perciò la violenza in Libano potrà complicare gli sforzi per raggiungere un accordo regionale complessivo che affronti sia la questione nucleare iraniana sia i molteplici conflitti che hanno già destabilizzato la regione.
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