L'Italia è precipitata nella crisi più profonda della sua storia calcistica dopo essere stata eliminata dalle qualificazioni al Mondiale 2026 dalla Bosnia ed Erzegovina in una drammatica lotteria dei rigori a Sarajevo. I quattro volte campioni del mondo hanno perso 4-1 ai calci di rigore dopo che la partita si è conclusa 1-1 al termine dei tempi supplementari. È già una realtà storica senza precedenti: l'Italia è diventata la prima ex nazione campionessa a non riuscire a qualificarsi per tre Mondiali consecutivi.
Gli Azzurri avevano cominciato bene la partita, con Moise Kean che ha aperto le marcature al 15' con un magnifico tiro a giro di prima intenzione dal limite dell'area. Il gol sembrava aver calmato i nervi italiani, indirizzando la squadra verso la qualificazione al torneo previsto per quest'estate negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Però il match ha preso una piega decisamente diversa quando Alessandro Bastoni è stato espulso con un cartellino rosso diretto nel primo tempo, lasciando l'Italia in dieci uomini per il resto dell'incontro.
Giocando in inferiorità numerica, l'Italia ha faticato a contenere la Bosnia ed Erzegovina, che ha acquisito sempre più fiducia con il passare dei minuti nella ripresa. Haris Tabakovic ha trovato il pareggio al 78', scatenando l'euforia del pubblico di Sarajevo e mandando la partita ai supplementari. Nonostante gli sforzi di entrambe le squadre, nessuna è riuscita a trovare il gol della vittoria nei trenta minuti aggiuntivi, così la sfida è andata ai calci di rigore.
La lotteria dei rigori si è rivelata una catastrofe assoluta per gli Azzurri. La Bosnia ed Erzegovina ha realizzato tutti e quattro i suoi tiri dal dischetto con precisione chirurgica, mentre per l'Italia soltanto il centrocampista del Newcastle, Sandro Tonali, è riuscito a segnare. La sconfitta per 4-1 ai rigori ha sigillato uno dei capitoli più umilianti nella storia del calcio italiano, una nazione che ha sollevato il trofeo del Mondiale nel 1934, nel 1938, nel 1982 e nel 2006. È una verità difficile da accettare, però è la realtà dei fatti.
Questo è già il terzo Mondiale consecutivo che l'Italia non riesce a raggiungere. Nel 2018 gli Azzurri furono eliminati dalla Svezia nei playoff qualificatori, e nel 2022 subirono una sconfitta altrettanto scioccante contro la Macedonia del Nord. La possibilità di invertire questa tendenza negativa si è ormai dissolta, e ciò che era già un problema serio si è trasformato in una vera e propria tradizione di delusione per una nazione calcistica che un tempo era tra l'élite assoluta del calcio mondiale.
Mentre l'Italia affronta un futuro incerto e pieno di incognite, altre nazionali hanno festeggiato la qualificazione attraverso i playoff. La Turchia, la Svezia e la Repubblica Ceca si sono assicurate il posto al Mondiale 2026, mentre l'Iraq si è qualificato per il torneo per la prima volta in quarant'anni, regalando una delle storie più emozionanti dell'intera fase di qualificazione. La qualità del calcio internazionale è in continua evoluzione, e chi non si adegua rischia di restare indietro.
La Federazione Italiana Giuoco Calcio è ora sotto enorme pressione perché riveda completamente il suo approccio allo sviluppo dei calciatori e alla filosofia tattica. Il fallimento ripetuto nella qualificazione al più grande torneo del calcio mondiale ha messo in luce problemi strutturali profondi all'interno del sistema calcistico italiano. I tifosi in tutta la penisola esigono risposte da chi guida il programma della nazionale. Sarà necessario un cambiamento radicale, già a partire da oggi, perché la situazione così com'è non può più continuare. La società calcistica italiana dovrà trovare il coraggio di affrontare questa crisi con serietà e determinazione.
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