Un giudice federale ha respinto venerdì la richiesta urgente di xAI di fermare il divieto del Minnesota sulla tecnologia di nudificazione tramite intelligenza artificiale, perciò la prima misura statale di questo tipo è entrata in vigore il 1° agosto. La società di Elon Musk dovrà rispettare la norma mentre proseguirà la sua contestazione costituzionale.
La legge del Minnesota vieta ai proprietari o gestori di siti, applicazioni e programmi di consentire agli utenti di creare immagini o video realistici e alterati che mostrino parti intime di persone identificabili. È vietata anche la pubblicità di questi servizi, però c'è un'esenzione per gli strumenti che richiedono una capacità tecnica o artistica umana sostanziale e personalizzata.
Il testo ufficiale dà al procuratore generale dello Stato la possibilità di chiedere sanzioni civili fino a 500.000 dollari per ogni accesso, download o utilizzo illecito. La persona raffigurata può inoltre ottenere risarcimenti, danni punitivi, spese legali e un'ingiunzione. Le somme pubbliche verranno destinate ad attività che assistono vittime di violenza sessuale, violenza domestica, abusi sui minori e altri reati.
xAI ha presentato una causa federale di 38 pagine prima dell'entrata in vigore, sostenendo che la misura limita in modo troppo ampio un'espressione protetta. Secondo Associated Press, l'azienda afferma che non c'è tutela per i fornitori che già compiono sforzi in buona fede contro gli abusi e che la norma può comprendere materiale consensuale o creato dalla stessa persona ritratta. La società non contesta però l'interesse del Minnesota a fermare falsi nudi sintetici non consensuali.
Il procuratore generale Keith Ellison ha difeso la misura perché questa tecnologia può privare le vittime della dignità e causare danni emotivi, personali e professionali. xAI sostiene che le regole di Grok vietano attività illegali, dannose o abusive, comprese alterazioni che violano la riservatezza, e che l'azienda può sospendere account e segnalare possibile materiale di abuso sessuale sui minori.
La decisione riguarda soltanto la tutela provvisoria e non risolve definitivamente le tesi costituzionali di xAI, perciò il contenzioso continuerà. Il suo esito potrà influenzare come altri Stati americani regoleranno i servizi di immagini generative e stabiliranno se la responsabilità ricade soprattutto su chi crea deepfake abusivi oppure anche sui fornitori della tecnologia.
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