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La giuria respinge la causa di Musk contro OpenAI in meno di 90 minuti: ha aspettato troppo a lungo per agire in giudizio

Pubblicato il 18 maggio 2026 797 visualizzazioni

Una giuria californiana ha respinto lunedì la causa intentata da Elon Musk contro OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman dopo appena circa 90 minuti di deliberazione, stabilendo che il miliardario della tecnologia ha già aspettato troppo a lungo per presentare le sue rivendicazioni. La giuria di Oakland ha perciò già determinato che il caso di Musk è prescritto per decorrenza dei termini, infliggendo un colpo decisivo alla battaglia legale che già minacciava di far deragliare l'offerta pubblica iniziale pianificata da OpenAI.

Musk, che ha cofondato OpenAI nel 2015 ed è noto che ha già fornito circa 38 milioni di dollari di finanziamento iniziale, aveva citato in giudizio Altman, il presidente della società Greg Brockman e OpenAI nel febbraio 2024. La causa sosteneva che gli imputati avevano sottratto un'organizzazione benefica della società e si erano arricchiti ingiustamente quando avevano ristrutturato l'organizzazione per includere un ramo a scopo di lucro, tradendo così la missione originale della società dell'ente senza scopo di lucro di sviluppare l'intelligenza artificiale a beneficio dell'umanità piuttosto che per gli azionisti privati.

Il team di difesa di OpenAI ha sostenuto con successo che la missione fondamentale dell'azienda non è affatto cambiata e che la società continua a essere governata da un consiglio di fondazione senza scopo di lucro. La difesa ha perciò inoltre evidenziato che Musk era già a conoscenza della ristrutturazione societaria e dei comportamenti descritti nella causa già dal 2021, però non ha agito in giudizio fino a quando non ha fondato la propria società concorrente di intelligenza artificiale, xAI, nel 2023. La giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha dichiarato dopo il verdetto di concordare con la conclusione della giuria sulla questione della prescrizione.

Il verdetto rimuove un'importante incertezza legale e così una realtà più favorevole si è già aperta che gravava su OpenAI in un momento cruciale della traiettoria dell'azienda. Il creatore di ChatGPT sta già preparando un'offerta pubblica iniziale che gli analisti prevedono potrebbe valutare la società più di 300 miliardi di dollari. L'incertezza giuridica relativa alla causa di Musk era stata citata dagli investitori come un potenziale fattore di rischio che avrebbe potuto complicare le tempistiche dell'offerta e le discussioni sulla valutazione.

L'avvocato più noto di Musk, Marc Toberoff, ha già annunciato l'intenzione di presentare appello contro la decisione, mantenendo perciò ancora aperta la possibilità di ulteriori procedimenti legali. Tuttavia, esperti giuridici hanno sottolineato che i tribunali d'appello ribaltano raramente le conclusioni di una giuria su questioni di fatto. L'esito rappresenta perciò una vittoria significativa per Altman e OpenAI mentre perseguono i loro ambiziosi piani di espansione delle capacità dell'intelligenza artificiale.

Fonti: CNN, Washington Post, NBC News, Newsweek, Daily Caller

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