Il gruppo di Zuckerberg ha accettato di pagare almeno 12,1 miliardi di dollari, e potenzialmente fino a 17,1 miliardi, agli Stati americani e di modificare il funzionamento di Facebook e Instagram per i minori. L’intesa proposta mercoledì, però, sarà valida soltanto dopo l’approvazione di un tribunale. Risolve accuse secondo cui la società avrebbe creato funzioni che favoriscono la dipendenza, descritto in modo ingannevole la sicurezza e raccolto impropriamente dati di bambini sotto i 13 anni.
Una coalizione bipartisan di 51 procuratori generali ha spiegato che l’accordo chiuderà azioni federali e statali, compreso un processo iniziato già la scorsa settimana a Oakland, in California. Il contenzioso nasce da una causa del 2023: sistemi di raccomandazione, scorrimento infinito e notifiche frequenti avrebbero trattenuto più a lungo i giovani online, esponendone alcuni a contenuti su autolesionismo e disturbi alimentari. L’azienda di Menlo Park nega di avere privilegiato i profitti alla sicurezza e sostiene di avere già ampliato le tutele.
Secondo le nuove regole, per gli utenti sotto i 18 anni ci sarà un limite complessivo di due ore al giorno su Facebook e Instagram, esclusi i messaggi. L’accesso verrà bloccato da mezzanotte alle 6, le notifiche saranno sospese dalle 22 alle 7 e durante l’orario scolastico, mentre i contenuti andranno in pausa dopo 60 e 90 minuti di uso quotidiano cumulativo. Promemoria appariranno anche oltre 15 minuti di sessione continua. Per disattivare i limiti sarà necessaria l’autorizzazione esplicita dei genitori.
L’intesa impone inoltre sistemi di verifica dell’età, la possibilità di scegliere un flusso cronologico composto soltanto dagli account seguiti, controlli più severi sui contenuti e limiti alle funzioni di confronto sociale, come i conteggi visibili delle reazioni. Gli account degli adolescenti avranno già impostazioni più protettive, i filtri cosmetici saranno vietati ai minori e un revisore indipendente valuterà attuazione ed efficacia. Queste prime restrizioni resteranno in vigore per almeno cinque anni.
Gli Stati riceveranno nel tempo almeno 12,1 miliardi di dollari per attività quali servizi di salute mentale giovanile, alfabetizzazione digitale, classi senza telefoni e programmi estivi o doposcuola. Altri cinque miliardi potranno essere erogati se grandi piattaforme raggiungeranno accordi simili e adotteranno garanzie più forti. La seconda fase ridurrà il limite a 60 minuti per ciascuna piattaforma del colosso dei social media, estenderà il blocco notturno dalle 22 alle 7 e disattiverà le notifiche per dieci anni.
L’accordo può diventare un riferimento per TikTok, YouTube e altre reti sociali, però non chiude né le cause private né quelle dei distretti scolastici. Il gigante tecnologico ha invitato i concorrenti ad adottare protezioni simili, mentre le associazioni ritengono che standard nazionali e permanenti richiederanno comunque una legge federale. La prossima attività sarà la verifica giudiziaria del decreto consensuale; perciò, finché non arriverà l’approvazione, pagamenti e cambiamenti resteranno proposte e non saranno definitivi.
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