Gli scienziati hanno annunciato la scoperta di una nuova colossale specie di dinosauro nel nord-est della Thailandia, che è già considerata la più grande mai trovata nel Sud-est asiatico. La specie, denominata Nagatitan chaiyaphumensis, pesava tra le 27 e le 30 tonnellate e misurava più di 27 metri di lunghezza. I risultati, pubblicati il 15 maggio 2026 sulla rivista Scientific Reports, rappresentano un momento storico per la paleontologia asiatica perché offrono nuove possibilità di comprensione dell'evoluzione dei sauropodi giganti nel continente durante il Cretaceo inferiore. È già chiaro che questa scoperta trasformerà la realtà degli studi paleontologici nella regione.
La scoperta risale al 2016, quando un residente locale di nome Thanom Luangnan portò alla luce grandi ossa fossilizzate nella provincia di Chaiyaphum. Gli scavi successivi, guidati dall'esploratrice del National Geographic Sita Manitkoon e da un'équipe di paleontologi thailandesi e internazionali, hanno rivelato un'ampia collezione di vertebre, ossa degli arti e frammenti di costole appartenenti a una specie di sauropode fino ad allora sconosciuta. È già stato confermato che la creatura appartiene al gruppo dei somphospondyli, un lignaggio di sauropodi imparentati con i titanosauri che prosperò tra 110 e 120 milioni di anni fa. Poiché i resti sono così ben conservati, sarà possibile studiare più a fondo l'anatomia di questa specie.
Il nome Nagatitan rende omaggio al Naga, una creatura gigantesca simile a un serpente profondamente radicata nella mitologia e nel folklore del Sud-est asiatico. Nelle tradizioni thailandesi, laotiane e cambogiane, il Naga è venerato come un potente guardiano dei corsi d'acqua e dei luoghi sacri. I ricercatori hanno così scelto il nome perché onora sia il patrimonio culturale della regione sia le proporzioni serpentine dell'animale. È opportuno sottolineare che il nome della specie, chaiyaphumensis, fa riferimento alla provincia di Chaiyaphum, dove i fossili sono stati portati alla luce. Già da tempo la comunità scientifica attendeva una scoperta di tale portata.
Secondo il gruppo di ricerca, Nagatitan chaiyaphumensis è significativo non soltanto per le sue dimensioni enormi, ma anche perché rivela realtà importanti sulla biogeografia dei dinosauri. La scoperta suggerisce che il Sud-est asiatico funzionò come un corridoio cruciale per la migrazione e l'evoluzione dei sauropodi giganti durante il Cretaceo inferiore. È ormai evidente che i cambiamenti climatici e della vegetazione in quel periodo spinsero probabilmente questi animali a sviluppare dimensioni corporee gigantesche come adattamento alle condizioni ecologiche in trasformazione. Sita Manitkoon ha descritto il ritrovamento come la prova che questa regione svolse un ruolo ben più importante nell'evoluzione dei dinosauri di quanto si comprendesse in precedenza, poiché così si può finalmente capire meglio la realtà biogeografica dell'epoca.
L'annuncio ha già suscitato grande entusiasmo nella comunità scientifica internazionale. Paleontologi di istituzioni negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa hanno elogiato la qualità dello studio e l'importanza del reperto. Gli esperti hanno sottolineato che, sebbene grandi sauropodi siano stati trovati in Sud America, in Africa e in Cina, scoperte di questa portata nel Sud-est asiatico continentale restano eccezionalmente rare. Perciò questo ritrovamento colma una lacuna fondamentale nel registro fossile e mette in discussione le ipotesi precedenti sulla distribuzione geografica dei dinosauri giganti. È già evidente che sarà necessario rivedere più di un modello teorico.
Per la Thailandia, la scoperta riveste un'importanza sia scientifica sia culturale. I funzionari governativi della provincia di Chaiyaphum hanno già espresso interesse per la realizzazione di un museo e di un centro di ricerca presso il sito di scavo, che potrà diventare una destinazione di rilievo per il turismo paleontologico e per la società locale. Thanom Luangnan, l'uomo che individuò le prime ossa quasi un decennio fa, è stato riconosciuto per il suo contributo a una delle più importanti scoperte paleontologiche nella storia del paese. È così che la città di Chaiyaphum potrà acquisire una nuova identità culturale.
Guardando al futuro, il gruppo di ricerca prevede di proseguire gli scavi nel sito, dove è possibile che ulteriore materiale fossile sia ancora sepolto. Gli scienziati sperano che nuove scoperte possano rivelare di più sull'ecosistema che sosteneva creature così enormi e se altre grandi specie coesistessero accanto a Nagatitan. Lo studio sottolinea la necessità di continuare l'esplorazione paleontologica nel Sud-est asiatico, una regione che, secondo i ricercatori, custodisce ancora molti segreti dell'età dei dinosauri. È già in programma una nuova campagna di scavi che potrà portare alla luce ulteriori fossili già a partire dal prossimo anno.
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