La Corea del Nord ha già respinto giovedì 24 settembre un appello internazionale a evitare i test nucleari, mentre i ministri degli Esteri erano riuniti a New York per gli eventi dell'Assemblea generale dell'ONU. Un portavoce del ministero degli Esteri nordcoreano ha condannato l'iniziativa dei sostenitori del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari, secondo una dichiarazione diffusa dai media statali e riferita da Reuters. La risposta è così in contrasto con i governi che difendono la norma globale contro le esplosioni nucleari.
L'appello è arrivato dagli Amici del trattato, gruppo guidato da Australia, Canada, Finlandia, Germania, Giappone e Paesi Bassi. In una dichiarazione congiunta dopo la riunione ministeriale del 22 settembre, hanno affermato che un altro test nucleare nordcoreano sarebbe irresponsabile e inaccettabile. Hanno già chiesto inoltre al Paese di rispettare le risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza dell'ONU, smantellare i programmi nucleari e missilistici, e firmare e ratificare il trattato.
Il portavoce nordcoreano ha definito la dichiarazione una provocazione politica e ha difeso ciò che il Paese ritiene un proprio diritto a mantenere capacità nucleari, ha riferito Reuters citando l'agenzia statale KCNA. La controversia è legata a un trattato che vieta le esplosioni sperimentali di armi nucleari e ogni altra esplosione nucleare. Secondo i sostenitori, il divieto può limitare lo sviluppo e il perfezionamento di queste armi.
La dichiarazione dei ministri è chiara e ricorda sei test nucleari condotti dalla Corea del Nord dal 2006. Secondo il documento, già al 22 settembre il trattato contava già 188 Stati firmatari e 179 ratifiche. Non è però ancora entrato in vigore perché nove Stati indicati, tra cui la Corea del Nord e gli Stati Uniti, non hanno completato la ratifica necessaria. Questa realtà mantiene aperta la possibilità di ulteriori tensioni sul controllo degli armamenti.
La disputa è già seguita anche a un incontro del 21 settembre a New York tra i ministri degli Esteri di Giappone e Corea del Sud e il segretario di Stato americano Marco Rubio. Secondo il ministero giapponese, i tre hanno riaffermato l'obiettivo della completa denuclearizzazione nordcoreana secondo le risoluzioni del Consiglio di sicurezza. Giovedì, già prima della risposta sul trattato, la ministra nordcoreana Choe Son Hui aveva dichiarato irreversibile lo status nucleare del suo Paese, secondo Yonhap, che citava i media statali.
Le posizioni opposte mostrano così quanto sia ampia la distanza tra Pyongyang e i governi che chiedono il disarmo. Il gruppo del trattato ha chiesto di mantenere le moratorie esistenti sulle esplosioni nucleari e punta a più ratifiche e a controlli più efficaci. Né l'appello né il rifiuto nordcoreano risolvono la disputa sul programma di armamenti; qualsiasi futuro negoziato dovrà affrontare questa divergenza.
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