Torna alla home Le immagini satellitari rivelano forti divari di marea tra spiagge vicine Scienza

Le immagini satellitari rivelano forti divari di marea tra spiagge vicine

Pubblicato il 25 agosto 2026 0 visualizzazioni

Un gruppo di scienziati ha sviluppato un metodo satellitare che misura le maree lungo la costa a intervalli di circa 100 metri, rivelando che il livello dell'acqua può cambiare molto tra spiagge vicine. Il 25 agosto, l'Università di Oxford e l'Università Tecnica di Monaco hanno riferito una differenza di quasi un metro nella baia neozelandese di South Taranaki, lunga circa 90 chilometri. È un livello di dettaglio locale che finora è spesso mancato.

Lo studio sottoposto a revisione scientifica, pubblicato su Communications Earth & Environment, affronta una lacuna già nota nei dati costieri. I mareografi danno registrazioni di qualità, però soltanto in luoghi isolati, mentre l'altimetria radar convenzionale osserva aree di decine di chilometri e ha più difficoltà vicino alla terra. È però sulla costa che le maree incidono direttamente su alluvioni, navigazione, pesca, attività ricreative, dispersione di sostanze inquinanti e sicurezza.

Anziché misurare direttamente l'altezza del mare, i ricercatori hanno usato ogni spiaggia inclinata come un grande righello. Hanno individuato la linea dell'acqua nelle immagini del programma Landsat della NASA e del Servizio geologico statunitense, collegato il suo movimento alla pendenza già conosciuta e trasformato la posizione variabile della riva in stime del livello marino. Più di 40 anni di osservazioni del Pacifico hanno permesso di riconoscere ritmi periodici e calcolare maree locali passate o future.

Le analisi delle coste del Pacifico hanno mostrato divari importanti su brevi distanze. Oltre alla variazione di quasi un metro a South Taranaki, le maree di Pegasus Bay, a est di Christchurch, erano più alte di circa 40 centimetri rispetto alle spiagge a sud della città, vicino al fiume Rakaia. Perciò un mareografo o un modello lontano può non descrivere con precisione la realtà di una singola spiaggia durante la stessa tempesta.

Secondo gli autori, misure più fini potranno migliorare i modelli delle alluvioni composte, quando la marea si unisce a una mareggiata, alla pioggia o alla portata di un fiume. Sarà inoltre possibile studiare meglio la variabilità del mare e l'intrusione salina. Thomas Monahan, coautore di Oxford, ha spiegato che differenze locali possono decidere perché un'area si allaga mentre quella vicina è al sicuro; previsioni specifiche per ogni spiaggia avranno così un'utilità concreta.

Il metodo potrà colmare i vuoti nelle regioni con pochi mareografi e seguirà, con ulteriori verifiche, i cambiamenti nell'orario e nell'ampiezza delle maree mentre il livello marino salirà. Più immagini da sistemi come i satelliti europei Sentinel-2 amplieranno la copertura e affineranno le stime, soprattutto sulle coste africane meno osservate. La prossima attività sarà rendere la tecnica abbastanza matura affinché la previsione riguardi una spiaggia precisa e non soltanto una zona vicina.

Fonti: University of Oxford, Technical University of Munich, Communications Earth & Environment

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