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Scienziati mappano i circuiti genetici in 22 milioni di cellule immunitarie umane

Pubblicato il 29 agosto 2026 0 visualizzazioni

Gli scienziati hanno creato un'ampia mappa funzionale del sistema immunitario umano disattivando in modo sistematico quasi 13.000 geni in 22 milioni di cellule T CD4 primarie e registrando come ogni modifica alterava l'attività cellulare. Lo studio, già sottoposto a revisione paritaria, è apparso su Cell ed è stato presentato il 28 agosto. Secondo i ricercatori dei Gladstone Institutes, dell'Università della California a San Francisco e di Stanford con Biohub, l'analisi mostra come i geni si influenzano tra loro nelle cellule immunitarie.

Il gruppo ha utilizzato cellule provenienti da quattro donatori di sangue umani, perciò non si è affidato soltanto a linee cellulari di laboratorio. I ricercatori hanno studiato le cellule sia a riposo sia dopo la stimolazione, così da confrontare le reti genetiche in più stati immunitari. Le cellule T CD4 coordinano molte risposte di difesa; i loro circuiti sono perciò importanti per infezioni, tumori e malattie autoimmuni, però il lavoro non dimostra già una terapia.

Per costruire la mappa, gli scienziati hanno unito la disattivazione genetica tramite CRISPR a una modalità di Perturb-seq basata su sonde. Una istruzione genetica neutralizza un gene selezionato, mentre misurazioni dell'RNA in singole cellule rilevano i successivi cambiamenti nell'espressione genica. Ripetere l'attività su una scala così vasta ha permesso di collegare i regolatori ai geni successivi e di creare vere reti, anziché una semplice lista di componenti.

La vastità dello studio affronta una difficoltà centrale della genomica: il sequenziamento può associare una variante a una malattia, però spesso non spiega che cosa faccia in una cellula umana viva. Verificare quasi tutti i geni espressi in queste cellule T dei donatori offre, in condizioni controllate, indicazioni di causa ed effetto. I dati potranno aiutare a scegliere i meccanismi più interessanti per nuovi esperimenti e a interpretare le varianti legate alle patologie immunitarie.

Gladstone ha definito il dataset il più grande contributo finora al Billion Cells Project, un'iniziativa che produce dati di singole cellule per la ricerca biologica e per modelli di intelligenza artificiale. Tra le realtà partecipanti ci sono Gladstone, UCSF, Stanford, Biohub, Arc Institute, Innovative Genomics Institute, Parker Institute for Cancer Immunotherapy, Università di Tokyo e altri partner. L'articolo di Cell ha il DOI 10.1016/j.cell.2026.08.002.

In futuro questa struttura potrà guidare immunoterapie oncologiche più precise o strategie contro l'autoimmunità, perché rende visibili gli interruttori genetici che controllano comportamenti utili o dannosi delle cellule T. Tali possibilità restano però prospettiche: il risultato attuale è un atlante di ricerca costruito con cellule studiate fuori dal corpo, né una prova di sicurezza né di efficacia nei pazienti. La prossima attività sarà verificare i circuiti più promettenti in altri donatori, in ulteriori cellule immunitarie e in diverse realtà patologiche.

Fonti: Cell, Gladstone Institutes, EurekAlert, Chan Zuckerberg Initiative

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