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Gli scienziati avvertono che le acque della Terra perdono ossigeno

Pubblicato il 20 luglio 2026 734 visualizzazioni

L'ossigeno è in calo negli oceani, nelle acque costiere, nei fiumi, nei laghi e nei torrenti, con rischi per la vita acquatica e per i processi che regolano il clima terrestre, secondo una ricerca presentata il 20 luglio dall'Università della California a San Diego. Gli scienziati ritengono che la deossigenazione acquatica sia già a livelli non sicuri e che sarà necessario seguirla come limite planetario.

La rassegna, guidata da ricercatori legati alla Scripps Institution of Oceanography, ha esaminato come la diminuzione dell'ossigeno disciolto interagisce con i nove grandi processi terrestri del quadro dei limiti planetari. Introdotto nel 2009, questo modello valuta se l'attività umana spinge oltre condizioni sicure i sistemi ambientali necessari affinché il pianeta resti stabile e resistente.

Il riscaldamento provocato dall'uomo, l'eccessiva contaminazione da nutrienti e i cambiamenti nel movimento e nella ventilazione delle acque profonde sono le cause principali indicate. L'acqua più calda può trattenere meno ossigeno, mentre i nutrienti alimentano attività biologiche che lo consumano. La realtà della deossigenazione è perciò collegata al clima, all'acidificazione e alla perdita di biodiversità.

Una quantità più bassa di ossigeno può alterare i processi biologici e chimici che contribuiscono alla regolazione climatica e colpire organismi in tutta la rete alimentare, dalla vita microscopica fino a pesci e squali. Anche i mammiferi marini che respirano aria possono soffrire indirettamente perché le prede diminuiscono o si spostano, gli habitat perdono qualità e le reti alimentari cambiano.

L'autrice principale Erica Ferrer e l'autrice senior Lisa Levin hanno sviluppato l'idea dopo la conferenza climatica delle Nazioni Unite del 2019 nella città di Madrid. Alla rassegna hanno partecipato più istituzioni, con finanziamenti anche della National Science Foundation. Lo studio è apparso il 30 giugno sulla rivista Limnology and Oceanography, prima di ricevere più attenzione lunedì.

Gli autori chiedono a scienziati e responsabili politici di valutare la perdita di ossigeno insieme alle altre minacce e di aggiungerla al quadro dei limiti planetari. Alcuni cambiamenti potranno durare secoli e non saranno reversibili in una vita umana. Monitorare l'ossigeno e ridurre il riscaldamento e l'inquinamento è così parte della protezione della biodiversità e della stabilità climatica.

Fonti: University of California San Diego, Scripps Institution of Oceanography, Limnology and Oceanography, ScienceDaily

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