Una giuria federale a Manhattan ha emesso un verdetto antitrust storico il 17 aprile 2026, stabilendo che Live Nation Entertainment e la sua controllata Ticketmaster operavano già da tempo come un monopolio illegale che ha danneggiato sistematicamente i consumatori americani. È stata una decisione unanime, raggiunta dopo quattro giorni di deliberazioni a seguito di un processo durato cinque settimane. Il caso è considerato fra i più rilevanti nella storia giudiziaria recente, perché ha catalizzato l'attenzione dell'industria dell'intrattenimento e delle associazioni a tutela dei consumatori in tutto il paese.
La giuria ha concluso che Live Nation e Ticketmaster hanno esercitato un monopolio sul mercato primario della biglietteria, controllando una quota sproporzionata delle vendite di biglietti per eventi dal vivo negli Stati Uniti. È emerso che la società ha fatto pagare ai consumatori in media 1,72 dollari in più per biglietto in 21 stati e nel Distretto di Columbia. Ciò rappresenta miliardi di dollari di commissioni eccessive prelevate nel corso degli anni dagli appassionati di concerti e di attività sportive, una realtà che è ormai impossibile ignorare.
Oltre al mercato primario della biglietteria, la giuria federale ha altresì concluso che Live Nation deteneva un potere monopolistico nel mercato dei grandi anfiteatri, conferendole un vantaggio indebito sia sugli artisti che sulle sedi degli spettacoli. È stato inoltre accertato che la società è stata coinvolta in pratiche illegali di vendita abbinata, costringendo le sedi a utilizzare Ticketmaster come piattaforma esclusiva di biglietteria in cambio dell'accesso ai concerti e alle tournée organizzati da Live Nation. Secondo gli esperti, ciò è la dimostrazione più chiara di quanto fosse pervasiva la posizione dominante dell'azienda.
Questa decisione rappresenta una delle più significative vittorie antitrust nella storia recente degli Stati Uniti, ed è già stata paragonata allo smembramento di AT&T negli anni Ottanta e al procedimento antitrust contro Microsoft all'inizio degli anni Duemila. I difensori dei consumatori hanno accolto il verdetto come una resa dei conti attesa da lungo tempo per un'azienda che affronta da decenni critiche per le commissioni nascoste, i sovrapprezzi per il servizio e l'assenza di una reale possibilità di concorrenza nel settore della biglietteria.
L'attenzione si rivolge ora a un secondo processo che determinerà i rimedi appropriati, i quali potrebbero includere la separazione di Live Nation e Ticketmaster in entità distinte. I procuratori federali hanno indicato che misure strutturali, compresa la cessione di attività, restano tra le possibilità ancora sul tavolo. Gli esperti legali ritengono che la fase dei rimedi potrà ridisegnare l'intera industria dell'intrattenimento dal vivo, perché è in gioco la futura struttura di un settore da miliardi di dollari.
Live Nation ha già annunciato l'intenzione di presentare ricorso contro il verdetto, sostenendo che la sua posizione di mercato riflette una capacità di innovazione superiore piuttosto che un comportamento anticoncorrenziale. La società ha diffuso un comunicato in cui esprime delusione per la decisione, ribadendo che i consumatori traggono beneficio dalla sua piattaforma integrata. Però gli analisti ritengono che sarà molto difficile ribaltare un verdetto così unanime, e che è ormai chiaro che l'era dell'impunità per le grandi società di biglietteria è finita.
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