Il presidente Donald Trump ha lanciato uno degli avvertimenti più agghiaccianti del conflitto al 39esimo giorno della guerra con l'Iran, dichiarando che 'un'intera civiltà morirà stanotte' mentre la scadenza delle 20:00 ora della costa orientale per Teheran di riaprire lo Stretto di Hormuz si avvicina rapidamente. È già chiaro che la gravità della situazione non ha precedenti. In dichiarazioni che hanno provocato un'onda d'urto in tutto il mondo, Trump ha minacciato che ogni ponte in Iran sarà 'decimato entro mezzanotte di domani sera' e che ogni centrale elettrica del Paese sarà 'fuori servizio, in fiamme, in esplosione' se l'Iran non si conformerà alle richieste americane. La possibilità di un attacco totale è ormai più concreta che mai.
Durante la notte, l'esercito statunitense ha lanciato un devastante bombardamento contro decine di obiettivi militari sull'isola di Kharg, il più importante centro di esportazione petrolifera dell'Iran, che gestisce circa il 90 per cento delle esportazioni di petrolio del Paese. È attraverso questo snodo che passa la quasi totalità della ricchezza energetica iraniana. Gli attacchi rappresentano un'escalation significativa nella campagna volta a paralizzare la linea vitale economica dell'Iran e a costringere Teheran a tornare al tavolo dei negoziati. Separatamente, un attacco israeliano all'alba ha ucciso il generale di divisione Majid Khademi, capo dell'intelligence dei Guardiani della Rivoluzione, in un assassinio mirato che ha ulteriormente scosso la già instabile leadership militare del regime iraniano.
L'Iran ha risposto con una proposta in dieci punti che chiede la fine permanente della guerra anzichè un cessate il fuoco temporaneo, la cessazione degli attacchi israeliani contro il Libano e la revoca di tutte le sanzioni internazionali imposte alla Repubblica Islamica. Trump ha riconosciuto che la risposta iraniana è stata 'significativa' però alla fine l'ha giudicata 'non sufficiente,' mantenendo fermamente la scadenza di martedì. Teheran aveva già respinto una proposta di cessate il fuoco di 45 giorni presentata da Washington, insistendo sul fatto che nient'altro che una risoluzione globale e duratura sarebbe stata accettabile. La realtà è che le due parti restano più lontane che mai dalla possibilità di un compromesso.
La crisi in escalation si ripercuote ben oltre il Medio Oriente e la sua gravità è percepita ovunque. L'India ha emesso un avviso urgente chiedendo a tutti i cittadini indiani attualmente in Iran di 'restare dove siete per le prossime 48 ore,' segnalando crescenti timori di un'imminente operazione militare su larga scala. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato una rara notizia positiva, rivelando che una coppia imprigionata in Iran da anni è ora 'libera e in viaggio verso la Francia,' sebbene le circostanze della loro liberazione nel contesto del più ampio conflitto restino poco chiare. È un segnale di speranza in un contesto dominato dall'incertezza e dalla paura.
Le conseguenze economiche dello scontro continuano ad aggravarsi a un ritmo allarmante. L'Agenzia statunitense per l'informazione sull'energia prevede ora che i prezzi della benzina raggiungeranno un picco di 4,30 dollari al gallone questo mese, poiché l'interruzione delle forniture causata dal conflitto è salita a circa 9,1 milioni di barili al giorno ritirati dal mercato. I mercati petroliferi globali restano in subbuglio, con gli analisti che avvertono che un assalto su larga scala alle infrastrutture iraniane potrebbe far schizzare i prezzi del greggio ancora più in alto e innescare una recessione economica mondiale. La vulnerabilità dell'economia globale non è mai stata così evidente.
Le iniziative diplomatiche sembrano appese a un filo sottilissimo mentre la scadenza di martedì si avvicina. È difficile immaginare una soluzione pacifica a questo punto. I leader internazionali hanno esortato alla moderazione, però Trump non ha dato alcuna indicazione di voler estendere i tempi o ammorbidire le sue richieste. Il Pentagono avrebbe già spostato ulteriori gruppi d'attacco di portaerei e squadriglie di bombardieri nella regione del Golfo Persico, suggerendo che i pianificatori militari sono pronti a eseguire una campagna molto più ampia qualora l'Iran non capitoli prima della scadenza. La comunità internazionale osserva con apprensione ciò che potrebbe diventare il più grave conflitto del ventunesimo secolo.
Commenti