Torna alla home L’ONU adotta la prima dichiarazione globale sull’innalzamento dei mari Ambiente

L’ONU adotta la prima dichiarazione globale sull’innalzamento dei mari

Pubblicato il 25 settembre 2026 0 visualizzazioni

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato giovedì 24 settembre, a New York, la sua prima dichiarazione comune sull’innalzamento del livello del mare. Il testo afferma che gli Stati possono mantenere le zone marittime stabilite secondo la Convenzione ONU sul diritto del mare, anche se le coste cambiano. Conferma inoltre la continuità della sovranità statale e dell’appartenenza all’ONU dei Paesi minacciati. Per l’Alleanza dei piccoli Stati insulari è un risultato importante per le nazioni più vulnerabili.

La dichiarazione affronta una realtà che già colpisce isole, città costiere e delta a bassa quota. Indica il riscaldamento degli oceani e la fusione di ghiacciai e calotte glaciali come cause principali. Secondo il presidente dell’Assemblea generale, Khalilur Rahman, il ritmo medio globale è passato da 2,1 millimetri l’anno nel 1993–2002 a 4,7 millimetri nel 2015–2024. Circa 900 milioni di persone vivono, ha detto, nelle zone costiere più basse.

Sui confini marittimi, il testo concordato stabilisce che gli Stati possono conservare le zone definite in conformità al diritto del mare anche quando le coste si spostano, senza perdere la possibilità di aggiornarle. Sostiene inoltre la presunzione della continuità statale se un Paese perde territorio e chiede aiuto perché le sue istituzioni possano funzionare. Invita a proteggere i diritti delle persone colpite e a coordinare l’assistenza.

Il documento chiede fondi per l’adattamento più accessibili e prevedibili nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto nei piccoli Stati insulari e in quelli meno sviluppati. Sollecita dati migliori sui rischi costieri, sistemi di allerta e piani di lungo periodo. Porti, reti idriche ed energetiche e strutture sanitarie dovrebbero essere progettati tenendo conto dei mari più alti; mangrovie, barriere coralline e zone umide possono offrire protezione.

Il presidente di Palau, Surangel Whipps Jr, che guida l’Alleanza dei piccoli Stati insulari, ha accolto con favore le garanzie giuridiche. Ha però sottolineato che una dichiarazione da sola non può fermare l’innalzamento fisico del mare. È un impegno politico: gli appelli a più fondi e cooperazione non fissano una nuova somma né riducono le emissioni. L’efficacia concreta dipenderà dalle attività dei governi e delle istituzioni internazionali.

L’Assemblea generale ha deciso un’altra riunione di alto livello sul tema prima della fine della sua 84ª sessione. Gli Stati insulari intendono portare la questione nei prossimi negoziati climatici, anche su tagli alle emissioni e finanziamenti per l’adattamento. La prova sarà trasformare le garanzie giuridiche e la pianificazione in sostegno reale per le comunità costiere esposte.

Fonti: United Nations General Assembly declaration (sdgs.un.org); UN General Assembly President speech (un.org); Alliance of Small Island States (aosis.org); Associated Press

Commenti