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Governo e opposizione del Venezuela aprono il dialogo democratico sostenuto dagli Stati Uniti

Pubblicato il 1 agosto 2026 742 visualizzazioni

Il governo venezuelano e un gruppo di ex deputati dell'opposizione hanno avviato sabato a Caracas colloqui sostenuti dagli Stati Uniti, in un nuovo tentativo di rafforzare le istituzioni democratiche e ripristinare i diritti politici dopo anni di scontro. Secondo Associated Press, l'incontro riunisce i rappresentanti dell'Assemblea nazionale filogovernativa e gli ex membri del Parlamento a maggioranza d'opposizione eletto nel 2015.

Il presidente dell'Assemblea nazionale Jorge Rodríguez, fratello della presidente ad interim Delcy Rodríguez, guida la parte governativa, mentre l'ex deputata Dinorah Figuera rappresenta il gruppo d'opposizione. Figuera è tornata a Caracas a giugno dopo quasi otto anni d'esilio e ha incontrato Rodríguez circa sette settimane prima della seduta di sabato. Per i funzionari statunitensi, Washington faciliterà il processo però non ne sarà la direzione.

L'agenda dovrebbe comprendere il sistema elettorale, le garanzie per la partecipazione politica, le libertà civili e le condizioni necessarie per un voto futuro. Il Dipartimento di Stato sostiene media liberi, un consiglio elettorale trasparente, seggi sicuri e la possibilità che i movimenti di protesta diventino partiti politici. Non c'è già una data elettorale e gli esperti citati da AP prevedono che un voto credibile arriverà soltanto dopo un percorso più lungo.

I colloqui seguono la cattura dell'allora presidente Nicolás Maduro e di sua moglie da parte delle forze statunitensi a gennaio. Washington ha poi delineato un approccio in tre fasi: stabilità, ripresa e futura transizione democratica. Il Venezuela ha già vissuto quattro dialoghi falliti fra il 2017 e il 2024; perciò molti cittadini restano prudenti sulla possibilità che la nuova attività negoziale produca accordi realmente applicabili.

La ripresa dopo i due forti terremoti del 24 giugno rende il confronto ancora più urgente. L'ultimo rapporto ufficiale registra più di 5.500 morti, 16.700 feriti e oltre 20.000 persone senza casa. I negoziatori cercheranno l'unità nazionale mentre proseguirà la ricostruzione, e il Dipartimento di Stato ha riconosciuto perché sarà difficile preparare elezioni durante questa realtà d'emergenza.

La prima prova sarà raggiungere garanzie istituzionali concrete e ricostruire la fiducia della società. AP riferisce un cauto ottimismo, però gli specialisti sottolineano che la democrazia può avanzare soltanto ripristinando libertà d'espressione, stampa, riunione e associazione. I prossimi incontri e cambiamenti verificabili nell'amministrazione elettorale diranno se questa possibilità andrà più avanti dei tentativi già falliti.

Fonti: Associated Press, U.S. Department of State, The Guardian, EFE

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