Vertex Pharmaceuticals ha già raggiunto un accordo per acquisire Crinetics Pharmaceuticals per circa 10 miliardi di dollari in contanti, pagando 85 dollari per azione, con un premio del 102 per cento rispetto all'ultima chiusura del titolo della società acquisita. L'intesa, annunciata questa settimana, è tra le più grandi acquisizioni biotecnologiche dell'anno e ha fatto quasi raddoppiare le azioni Crinetics mentre gli investitori valutavano i termini dell'operazione.
Vertex, con sede a Boston e nota soprattutto per la sua posizione dominante nei trattamenti della fibrosi cistica, cercava già da tempo di ampliare il proprio portafoglio oltre l'attività principale. L'acquisto di Crinetics porta la società nell'endocrinologia, un campo che riguarda le malattie ormonali, e arriva in un anno di forte crescita per le fusioni e acquisizioni farmaceutiche, perché i grandi produttori corrono a rimpinguare le proprie pipeline di sviluppo.
Il fulcro dell'operazione è Palsonify, un farmaco di Crinetics lanciato l'anno scorso che tratta l'acromegalia, una rara malattia endocrina causata da un eccesso di ormone della crescita. Oltre al prodotto già in commercio, Vertex otterrà una serie di candidati farmaci che, secondo gli analisti, avranno un potenziale da blockbuster se riceveranno l'approvazione regolatoria; gli osservatori del settore descrivono il mercato dell'endocrinologia come un'opportunità in gran parte inesplorata.
Vertex valuta la transazione circa 8,8 miliardi di dollari al netto della liquidità che prevede di acquisire insieme a Crinetics, e la società stima che l'operazione comincerà a contribuire all'utile operativo rettificato nel 2029. I consigli di amministrazione di entrambe le società hanno già approvato l'accordo, la cui chiusura è attesa nel terzo trimestre dell'anno, subordinata al via libera delle autorità e degli azionisti.
I mercati hanno reagito con rapidità all'annuncio. Il titolo Crinetics è balzato di circa il 101 per cento dopo la notizia, avvicinandosi al prezzo dell'offerta, mentre gli analisti hanno sottolineato che il premio così elevato riflette la concorrenza sempre più intensa tra i grandi gruppi biotech per le società con prodotti approvati e pipeline in fase avanzata. L'operazione segue una serie di transazioni multimiliardarie che hanno già reso il 2026 uno degli anni più attivi della storia recente per le fusioni biotecnologiche.
L'attenzione si sposta ora sull'esame regolatorio e sulla possibilità che arrivino altre offerte o un'ulteriore consolidazione. Gli analisti del settore prevedono che il ritmo delle acquisizioni proseguirà nella seconda metà dell'anno, perché i produttori più consolidati potranno impiegare le loro ampie riserve di liquidità per assicurarsi nuove fonti di crescita prima della scadenza di brevetti chiave, una realtà che interessa ogni grande società del comparto.
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