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L'Europa occidentale batte il record di caldo di giugno e luglio

Pubblicato il 10 agosto 2026 746 visualizzazioni

L'Europa occidentale ha registrato la temperatura media più alta per un periodo di giugno e luglio, pari a 21,62 gradi Celsius, superando il precedente primato del 2022, secondo i nuovi dati di Copernicus riferiti lunedì da Associated Press. È un dato che prolunga un'estate di caldo eccezionale iniziata a maggio e che ha già aggravato siccità, incendi e rischi per la sanità pubblica in più città della regione.

Copernicus è il servizio climatico dell'Unione europea gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine e basa l'analisi sul sistema climatico ERA5. Il precedente bollettino aveva già indicato per l'Europa occidentale il giugno più caldo mai rilevato, con una media di 20,74 gradi Celsius, cioè 3,06 gradi sopra la media di riferimento del periodo 1991-2020.

La valutazione più recente ha inoltre stabilito che luglio ha avuto la più alta temperatura media della superficie marina mai misurata per quel mese negli oceani privi di ghiaccio fuori dalle zone polari. Il valore di 20,96 gradi Celsius è superiore al precedente record di luglio, 20,89 gradi nel 2023. Copernicus ha collegato in parte il calore oceanico allo sviluppo di El Niño nel Pacifico equatoriale.

La temperatura globale dell'aria in superficie è stata in media di 16,90 gradi Celsius a luglio, così il mese è al secondo posto insieme a luglio 2024. Le statistiche citate da AP collocano finora il 2026 come il terzo anno più caldo, dopo il 2024 e il 2025; però gli scienziati ritengono che un El Niño più forte e il riscaldamento causato dall'attività umana potranno alzare il risultato annuale.

Sistemi persistenti di alta pressione hanno trattenuto il calore sull'Europa occidentale, mentre i suoli aridi hanno perso parte della loro capacità naturale di raffreddamento, permettendo così alle temperature di salire ancora, ha spiegato Samantha Burgess, responsabile climatica del centro europeo. Questa realtà di caldo e siccità che si rafforzano a vicenda è associata a grandi incendi, fiumi molto bassi, record nazionali e migliaia di decessi da calore previsti.

I risultati non indicano dove inizierà ogni incendio né come andrà ogni episodio locale, però mostrano che il contesto regionale è già più caldo e più secco. Le autorità continueranno perciò a seguire El Niño, il calore degli oceani e le condizioni europee per il resto dell'estate; la posizione finale del 2026 sarà definita soltanto con nuovi dati.

Fonti: Associated Press, Copernicus Climate Change Service, European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

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