La finale della Coppa d'Africa 2025 tra Marocco e Senegal, il 18 gennaio 2026, sarà ricordata non solo per le sue controversie arbitrali e la storica vittoria del Senegal, ma anche per una delle scene più surreali nella storia del calcio africano: la battaglia per l'asciugamano del portiere Edouard Mendy.
Durante tutta la partita, giocata sotto una pioggia battente allo Stadio Principe Moulay Abdellah di Rabat, raccattapalle marocchini, e persino giocatori come il capitano Achraf Hakimi e il centrocampista Ismael Saibari, hanno ripetutamente tentato di rubare o gettare via l'asciugamano di Mendy. La situazione è degenerata al punto che il portiere di riserva Yehvann Diouf è stato designato come guardia del corpo personale dell'asciugamano, venendo a un certo punto fisicamente placcato a terra dai raccattapalle che cercavano di afferrarlo.
Per capire questo comportamento bizzarro, bisogna addentrarsi in un aspetto profondamente radicato della cultura calcistica africana: la credenza nel maraboutage, una forma di pratica spirituale che coinvolge marabout (guide spirituali) che molti credono possano influenzare i risultati delle partite attraverso mezzi mistici.
Diverse federazioni calcistiche africane hanno dovuto affrontare ufficialmente queste pratiche. La Federazione Calcistica Ruandese, ad esempio, è stata costretta a vietare formalmente la stregoneria dopo che gli arbitri hanno dovuto fermare ripetutamente le partite per gestire gris-gris (amuleti o talismani protettivi) trovati sul campo. Il segretario generale della federazione ha riconosciuto che "la semplice vista dei gris-gris destabilizza le squadre e i giocatori avversari". Allo stesso modo, il Senegal ha vietato le pratiche di maraboutage nelle vicinanze degli stadi, e la CAF considera l'uso della magia nera dannoso per l'immagine del calcio africano.
Gli asciugamani dei portieri sono diventati particolarmente associati a queste credenze. Secondo la Regola 1 della FIFA, i pali della porta devono essere fissati con una rete che non deve portare nulla, il che significa che gli asciugamani tecnicamente non dovrebbero essere posizionati vicino all'area di porta. Sebbene la maggior parte degli arbitri non applichi rigorosamente questa regola, essa fornisce una base regolamentare per la controversia.
La credenza è che gli asciugamani possano essere impregnati di sostanze o benedetti dai marabout per proteggere la porta o portare fortuna. Anche senza alcuna sostanza reale, la semplice presenza di un asciugamano può destabilizzare psicologicamente gli avversari consapevoli di queste pratiche. I giocatori marocchini, ben informati su queste tradizioni, potrebbero aver agito su questa dimensione psicologica piuttosto che su un uso confermato di pratiche mistiche da parte dei senegalesi.
Questo non è stato un incidente isolato. Durante la semifinale del Marocco contro la Nigeria, il portiere Stanley Nwabali ha affrontato identici tentativi di rimozione dell'asciugamano, con personale di sicurezza e raccattapalle che rubavano ripetutamente i suoi asciugamani. Dopo la sconfitta del Marocco in finale, Nwabali ha sarcasticamente offerto: "Potete usare tutti i miei asciugamani per asciugarvi le lacrime."
La storia del calcio africano è piena di casi documentati di pratiche mistiche. Durante la finale della CAN U20 2017 tra Senegal e Zambia, il giocatore senegalese Ibrahima Ndiaye è stato sorpreso mentre piazzava un gris-gris nella porta zambiana durante un'interruzione. Il portiere zambiano lo ha individuato immediatamente e ha allertato l'arbitro.
Forse il caso più famoso riguarda l'ex portiere del Liverpool, Bruce Grobbelaar, che ha affermato di aver interrotto una siccità di 30 anni di titoli urinando sui pali ad Anfield, seguendo le istruzioni di un marabout del 1990. Il portiere zimbabwiano ha ammesso di aver riempito una bottiglia d'acqua con la sua urina e di averla sparsa sui pali durante una partita.
Un importante politico marocchino ha gettato benzina sul fuoco accusando pubblicamente il Senegal di aver usato il voodoo prima del rigore di Brahim Diaz, che Mendy ha parato spettacolarmente su un tentativo di panenka. Video circolanti sui social media mostrerebbero un membro dello staff senegalese versare liquido sul campo prima della partita, sebbene questo non sia stato ufficialmente verificato.
L'incidente dell'asciugamano evidenzia la complessa intersezione tra sport, cultura e sistemi di credenze nel calcio africano. Che si considerino queste pratiche come superstizione o genuina influenza spirituale, il loro impatto psicologico è innegabile. I giocatori che credono che i loro avversari stiano usando mezzi mistici possono distrarsi, diventare ansiosi o perdere la concentrazione, il che potrebbe essere la vera "magia" in gioco.
Yehvann Diouf, l'improbabile eroe dell'asciugamano, ha successivamente postato una foto su Instagram mostrandosi con la sua medaglia da vincitore e l'asciugamano conteso, scrivendo semplicemente: "Eccola qui." Per lui era solo un asciugamano per asciugare guanti e viso. Per altri rappresentava qualcosa di molto più misterioso.
L'incidente serve come promemoria che nel calcio africano, la battaglia a volte si combatte non solo sul campo, ma nel regno delle credenze e delle percezioni che fanno parte della cultura sportiva del continente da generazioni.
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